Turismo abusivo affitti brevi:mettersi in regola

Turismo abusivo affitti brevi:mettersi in regola

Sono sempre di più le possibilità offerte dai siti internet per quanto riguardano le prenotazioni online. Spesso però dietro prezzi troppo concorrenziali si nascondono truffe oppure casi di turismo abusivo. Scopriamo qualche consiglio per difendersi da ciò e godersi la vacanza al meglio.

Turismo abusivo: mettersi in regola

Chi affitta la propria casa a scopo turistico, anche utilizzando le moderne piattaforme online, come i portali Airbnb e Booking, dovrà munirsi di un codice identificativo, che attesta in questo modo la regolarità fiscale e amministrativa dell’immobile. Per i proprietari di case vacanza che invece non si mettono in regola scatteranno delle multe salate, fino ad arrivare a 100mila euro.

L’intento di questo obbligo è quello di far emergere il turismo sommerso e nascosto, con una regolamentazione che vada dal versamento della cedolare secca sugli affitti brevi, all’obbligo di fare da “sostituto d’imposta” per l’intermediario.

Inoltre un altro strumento per sconfiggere il turismo abusivo e non a norma è il Codice identificativo. Si tratta di uno strumento già previsto nella regione Lombardia, dove è stato da poco introdotto. Coloro che desiderano affittare la loro case vacanza devono richiedere un Codice identificativo di riferimento (Cir), che attesta l’avvenuta comunicazione di inizio attività al Comune e la messa in regola dell’appartamento. In questo modo i Comuni devono effettuare maggiori controlli sul turismo e allo stesso tempo non si aggiungono particolari oneri e adempimenti ai proprietari, ma contribuisce a creare un contesto generale di chiarezza e tutela anche per salvaguardare i turisti che scelgono questa tipologia di accoglienza. Si contribuirà con il codice identificativo a contrastare il malcostume dell’abusivismo turistico in Italia e della concorrenza sleale nel settore del turismo. La sanzione prevista per chi non effettua l’adempimento è pari a a 2500 euro.

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Turismo nel campo degli affitti brevi

Appartamenti, case vacanza o semplici stanze irregolari proliferano velocemente e senza sosta soprattutto nelle maggiori città della penisola, grandi mete di turismo. Il mercato degli affitti brevi è in forte crescita  e necessita di regolamentazione. Da gennaio ad agosto 2016 gli alloggi in Italia non autorizzati sono aumentati del 22% con un totale di 222.786 strutture irregolari contro le 167.718 strutture ricettive ufficiali registrati dall’Istat. Oltre la metà degli annunci sulle piattaforme, sono pubblicati sul sito di Airbnb da guest che amministrano contemporaneamente più strutture. Gli host che gestiscono più di 10 strutture si concentrano a Venezia, Firenze e Roma, capitali indiscusse del turismo italiano.

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A chi rivolgersi per affitti brevi

Il fenomeno del turismo abusivo è molto presente in Italia, soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche dove è maggiore la presenza di esercizi di ricezione ufficiali e, anche più forte la concorrenza tra hotel, case vacanze e bed and breakfast.

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