Tassa di soggiorno affitti: cosa rischia chi non paga?

Tassa di soggiorno affitti: cosa rischia chi non paga?

Tassa di soggiorno affitti: cosa succede a chi non la paga? Il pagamento della tassa di soggiorno è obbligatorio.

Che cos’è la tassa di soggiorno?

La tassa di soggiorno affitti è una tassa comunale istituita nel 2001 con un Decreto Legislativo e viene applicata a turisti e clienti che soggiornano per più notti presso strutture come alberghi, bed&breakfast e case vacanze.
[n1related i=”0″] L’imposta di soggiorno deve essere versata anche per le locazioni brevi – periodi di permanenza inferiori a 30 giorni – come stabilisce la normativa in vigore (Decreto Legge 50/2017).

Cosa significa? I proprietari che decidono di affittare case o stanze per brevi periodi su piattaforme come Airbnb e Booking sono obbligati a far pagare questa casa ai loro ospiti.

L’ammontare della tassa di soggiorno varia da Comune a Comune, in genere varia da 1 a 3 euro in base al tipo di alloggio e non può superare i 5 euro per notte.

Come si calcola e come si paga?

Il calcolo della tassa di soggiorno è semplice: basta moltiplicare il numero degli ospiti e i giorni di pernottamento per la tariffa applicata.

Il pagamento va effettuato in loco e preferibilmente in contanti; il proprietario verserà ogni tre mesi al Comune l’incasso. Per scoprire a quanto ammonta la tassa di soggiorno nel tuo Comune, visita il sito internet istituzionale oppure recati direttamente negli uffici.

Airbnb ha preso accordi con i principali comuni italiani (Milano, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Venezia) per riscuotere direttamente la tassa sul portale.

Sono quasi 900 i Comuni che applicano la tassa di soggiorno e sono in crescita.

La tassa di soggiorno è obbligatoria

Trattandosi di una vera e propria imposta il pagamento della stessa è obbligatorio per legge, per cui chi non paga verrà sanzionato.

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Alcune categorie di persone sono escluse dal pagamento: cittadini residenti nello stesso territorio, minori sotto i 10 anni e anziani sopra i 65, portatori di handicap e persone malate, dipendenti delle forze dell’ordine e dipendenti comunali, guide turistiche. Per provare di appartenere a queste categorie esenti dal pagamento, è necessario presentare un documento.

Quali sono i rischi di chi non paga?

  • Proprietario: il gestore della struttura rischia una multa dai 25 € e 500 € per un versamento parziale o nullo; se il gestore coincide con il proprietario la sanzione è anche penale e rischia peculato.
  • Turista: se un ospite si rifiuta di pagare la tassa di soggiorno, il proprietario gestore deve farlo presene al comune fornendo le generalità del cliente. Oltre a dover pagare la tassa, incorre nel pagamento di una multa dai 25€ ai 500€.

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