Tasi 2018 affitti brevi: chi deve pagare? | Guesthero

Tasi 2018 affitti brevi: chi deve pagare?

Tasi 2018, ultime ore per il saldo. Lunedì 17 dicembre è la scadenza per il pagamento del saldo tasi 2018 affitti brevi; essa porterà, secondo alcuni calcoli, nelle casse dei Comuni e dello Stato, per quanto concerne la quota relativa agli immobili di categoria catastale D circa 10,2 miliardi di euro. In totale, complessivamente per l’anno 2018, l’incasso è pari a 20,4 miliardi di euro.

TASI, che cosa è

La Tasi  2018 affitti brevi è l’acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, ovvero la nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità nel 2014. Essa riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale. La grande novità della Tasi era che il soggetto passivo non era solo il proprietario a qualsiasi titolo dei fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, le aree scoperte e le aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti, ma anche l’affittuario.

Servizi indivisibili

I “servizi indivisibili” comprendono le attività dei Comuni che non vengono offerte “a domanda individuale”, quindi a richiesta dei soggetti, bensì si tratta di una serie variegata di servizi, come per esempio l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe, la manutenzione delle strade e non solo.

Legge di stabilità 2016

La legge infatti stabiliva che nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante però doveva versare solo una parte del totale compresa fra il 10% ed il 30% secondo quanto stabilito dal Comune nel regolamento della Tasi.

Con la Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) è stata eliminata la quota della TASI a carico degli occupanti/inquilini nel caso in cui l’immobile in locazione sia da loro utilizzato come abitazione principale, ad eccezione degli immobili di lusso (cat. A1,A8,A9).

Base imponibile Tasi

La base imponibile della Tasi è quella prevista per l’applicazione dell’imposta municipale propria (Imu) di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214.

La Tasi è un’imposta comunale e quindi il suo importo può essere diverso a seconda del Comune in cui è locata la casa.

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Tasi 2018 scadenze e proroghe

Secondo la Legge del 2 maggio 2014, n. 68 il versamento della TASI deve essere effettuato nelle date del 16 giugno e del 16 dicembre di ogni anno ed è consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Il versamento della prima rata è eseguito sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente; il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno è eseguito, a conguaglio, sulla base degli atti pubblicati nel sito informatico di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive modificazioni, alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l’anno precedente.

Il versamento deve essere effettuato solo con Modello F24 e bollettino postale centralizzato. Non è possibile pagare la TASI attraverso i sistemi elettronici offerti da banche e poste quali Mav, Rav, ecc.

Chi paga la TASI

La Tasi è una tassa che viene pagata da chi possiede o detiene, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili, ad eccezione, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale (a partire dall’anno d’imposta 2016), come definiti ai sensi dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con delle modifiche, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Sono soggette al pagamento della Tasi le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Nel caso ci fosse una pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

Alcuni casi per il pagamento

In caso di locazione finanziaria, la Tasi è dovuta dal locatario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto (per durata del contratto di locazione finanziaria deve intendersi il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna).

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tasi è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie.

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Nel caso in cui l’immobile è detenuto da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, il possessore versa la TASI nella percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo all’anno 2015. I proprietari delle abitazioni locate continueranno a pagare, anche per l’anno d’imposta 2016, una quota tra il 70 e il 90%.

Quando pagare tasi 2018 affitti brevi

Per rendere più semplici il tutto, ecco un riepilogo con le date di scadenza per il pagamento della Tasi nel 2018:

Scadenza Tasi 2018 Rata
18 giugno 2018 Acconto
17 dicembre 2018 Saldo

Se per caso siete in ritardo con le scadenze potrete fruire del ravvedimento operoso IMU TARI TASI.

Tasi in caso di affitto e locazione

Abbiamo detto quindi che tra i soggetti obbligati al pagamento della Tasi sono presenti sia i possessori degli immobili, sia chi detiene gli immobili a titolo di detenzione. Ma come avviene la ripartizione della TASI in caso di affitto? Ecco qui sotto la spiegazione di Guesthero.

La ripartizione dell’imposta TASI 2018 tra possessore e detentore, quindi ad esempio tra proprietario dell’immobile e chi ha locato, o tra proprietario ed affittuario, è decisa dal Comune tramite regolamento. L’imposta a carico del detentore deve essere compresa tra il 10% ed il 30% dell’imposta complessiva. La parte rimanente è a carico del possessore dell’immobile.

Se dopo la delibera del Comune non viene chiarito alcunché in merito alla percentuale del pagamento, si considera a carico del detentore la quota del 10%. Tuttavia, se il detentore abita l’immobile non paga la TASI. Il possessore invece pagherà ordinariamente la TASI per la quota di sua competenza.

La detenzione temporanea rappresenta un caso particolare: si intende una detenzione di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare. In questo cado la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie. Quindi per gli affitti fino a sei mesi paga la Tasi il proprietario, per affitti superiori pagano sia il proprietario che il detentore per i mesi in cui ha esercitato tale diritto.

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