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Sfratto per morosità: come funziona

Lo sfratto per morosità è una procedura che permette al proprietario di un immobile di allontanare il conduttore quando quest’ultimo non ha pagato i canoni di locazione.

Come funziona sfratto per morosità

Lo sfratto per morosità consente al proprietario di una casa di mandare via il conduttore per mancato pagamento. Non esiste un limite preciso. Lo sfratto può avvenire anche dopo un solo mese di mancato pagamento, più nel dettaglio trascorsi venti giorni dal termine previsto nel contratto.
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Cosa comporta?

Questo procedimento di sfratto per morosità non riguarda solo il pagamento della mensilità. Riguarda anche il mancato pagamento delle utenze e degli oneri del condominio. Lo sfratto per morosità può essere richiesto trascorsi i sessanta giorni dalla diffida al pagamento del locatore e quando il dovuto equivale almeno a due mensilità di canone.

E’ molto importante per il proprietario dell’immobile avere in tempi rapidi la convalida dello sfratto per morosità per due motivi. Il primo, per riottenere l’immobile e il secondo, dimostrare al fisco di non aver percepito il pagamento del mese. In caso di morosità il locatore sarebbe obbligato a pagare le tasse per delle somme che in realtà non ha mai riscosso.

Procedimento per convalida di sfratto per morosità

In caso di sfratto per morosità, viene notificato un atto giudiziario all’inquilino moroso.  L’atto giudiziario arriva direttamente alla residenza tramite ufficiale giudiziario. L’inquilino dovrà comparire all’udienza di fronte ad un giudice, per convalidare lo sfratto. Inoltre l’inquilino moroso dovrà pagare i canoni e gli oneri accessori arretrati.

Cosa succede dopo convalida di sfratto per morosità

sfratto per morosità

Dopo che lo sfratto per morosità viene convalidato, viene stabilita una data in cui l’immobile dovrà essere rilasciato, non prima di un mese. L’inquilino avrà un margine di tempo pari a trenta giorni per lasciare la casa (o il locale commerciale).

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Nel caso in cui questo non sia stato sufficiente a mandare via l’inquilino, gli verrà recapitato un atto di precetto. L’atto impone all’inquilino di andarsene dall’immobile entro dieci giorni. La pena prevista è l’esecuzione forzata, con spese a carico dell’inquilino.

Se nemmeno questo porta ad un risultato, il proprietario dell’immobile con l’ufficiale giudiziario, intervengono ulteriormente con un nuovo atto. L’atto è il preavviso di rilascio, in cui vengono comunicati orario e giorno in cui l’ufficiale si recherà presso la casa per pretendere lo sgombro. Quando l’inquilino volontariamente non si fa trovare per lo sfratto per morosità, l’ufficiale giudiziario può far intervenire un fabbro. In questo modo può essere cambiata la serratura e permettere alle forze dell’ordine di agire.

Cosa fare quando l’inquilino lascia i suoi beni nell’immobile

Quando i beni dell’inquilino sono rimasti all’interno dell’immobile, in seguito allo sfratto per morosità, bisogna procedere con un inventario. Poi bisogna nominare un custode che in genere è il locatore. Non sempre l’inquilino richiede i beni, in quel caso potranno essere trasportati altrove, venduti o riassegnati.

Scegli gli affitti brevi: nessun rischio di morosità

Con gli affitti a breve termine si azzera lo sfratto per morosità, anche perché l’inquilino rimane nell’appartamento per pochi giorni. Questo riduce qualsiasi tipo di rischio legato al pagamento.

 

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