Sfratto per morosità: l'iter da seguire, come funziona

Sfratto per morosità: come funziona e iter da seguire

Inquilini che non ce la fanno a pagare i canoni di locazione? Padroni di casa che non riescono a ritornare nel possesso dei loro immobili? Come funziona una procedura di sfratto per morosità?

Guida su come funziona lo sfratto per morosità

1) Messa in mora

Quando l’inquilino (conduttore) di un immobile ritarda di almeno 20 giorni nel pagamento del canone di locazione, il proprietario di casa (locatore) gli può inviare una diffida scritta, con cui lo avvisa dello scioglimento (risoluzione) del contratto di affitto e iniziare una causa per procedere allo sfratto per morosità.
[n1related i=”0″] La procedura di seguito si applica solo ai contratti di locazione scritti e registrati. In questi casi soltanto si può procedere alla speciale procedura di sfratto per morosità.

2) Citazione in causa sfratto per morosità

Per il locatore: da questo momento in poi, sarà assistito dall’attività di un avvocato che redigerà, per suo conto, un atto di citazione per la convalida dello sfratto da notificare all’inquilino.

L’inquilino, riceverà un atto di citazione per la convalida dello sfratto per morosità che conterrà l’invito a comparire davanti al giudice.

3) Prima udienza

Alla prima udienza, se l’inquilino vuole evitare la causa e evitare lo scioglimento del contratto di locazione, può presentarsi davanti al giudice con le somme necessarie a pagare l’intera morosità scaduta e le spese processuali sostenute dal padrone di casa. In alternativa, sempre alla prima udienza, l’inquilino ha la possibilità di chiedere al giudice un termine per poter reperire i soldi da dare al locatore e così sanare la morosità (massimo 90 giorni). Dopo il rinvio del termine di grazia, le parti devono tornare davanti al giudice per verificare che l’inquilino abbia pagato il dovuto. Se ciò è avvenuto, il processo si estingue, altrimenti si procede con lo sfratto per morosità.

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Problemi con sfratto per morosità

Se alla prima udienza il conduttore non si presenta davanti al giudice o non ha niente da contestare, si procede con la convalida dello sfratto che avverrà entro 10 giorni, se l’inquilino persiste nell’immobile allora occorre procedere con la “monitoria di sgombero” in cui l’Ufficiale Giudiziario del Tribunale notifica al moroso che in una determinata data si recherà presso l’immobile per buttarlo fuori nelle forme e nei modi di legge, ed eventualmente con l’assistenza della forza pubblica.

Gli sfratti possono avere tempi molto lunghi nelle grandi città, soprattutto per la mancata disponibilità della forza pubblica.

Non è necessariamente detto che, al primo accesso, l’inquilino si faccia trovare dentro casa se è sotto sfratto per morosità.

Bisognerà chiedere l’autorizzazione al Tribunale a procedere: rompere lucchetti e serrature per rimettere il locatore nel possesso del proprio immobile.

A conclusione l’Ufficiale Giudiziario redige il “verbale di rilascio immobile” in cui verbalizza l’avvenuto sfratto.

In alternativa alle precedenti opzioni, l’inquilino, ricorrendo all’assistenza di un avvocato, può contestare alla prima udienza le pretese del locatore (con un atto di opposizione). In tal caso inizia una vera e propria causa, coi suoi tempi, costi e difficoltà.

Se l’opposizione non è fondata su prova scritta, il giudice concede comunque la convalida per il rilascio dell’immobile.

È consigliabile affidarsi a società specializzate nella gestione di affitti brevi, come Guesthero, al fine di facilitare l’accoglienza degli ospiti e la gestione dell’appartamento in affitto.

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