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Scadenza cedolare secca 2018: quando si paga e come

Scadenza cedolare secca 2018: si avvicina la scadenza del pagamento! 30 giugno 2018, scopri tutto quello che c’è da sapere su quando è dovuta e quali sono le modalità del pagamento.

Cos’è la cedolare secca?

Definizione

La cedolare secca è un imposta sostitutiva delle imposte dei redditi di locazione quali Irpef e addizionali. Coloro che possono scegliere questa  regime opzionale di tassazione sono solo le persone fisiche proprietari di immobili adibiti ad uso esclusivamente abitativo, non commerciale, oppure le persone fisiche con diritto di godimento (e.g usufrutto). Il locatore può scegliere questo sistema di imposta al momento della stipula del contratto e dura per tutta la durata del contratto. Con il regime della cedolare secca non saranno dovute le imposte di bollo e di registro quando si registra, proroga e risolve il contratto.
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Come si calcola?

Questo regime di tassazione agevolato prevede due tipi di aliquote a seconda del tipo di canone scelto:

  • mercato libero: il proprietario decide liberamente il canone dell’affitto. In questo caso l’aliquota sarà del 21%
  • canone concordato: il proprietario si attiene ai limiti minimi e massimi di affitto imposti a livello locale da accordi presi tra sindacati dei proprietari e quelli degli inquilini. In questo caso l’aliquota è del 10%.

Per calcolare la cedolare secca bisogna partire dall’ammontare del canone percepito in un anno e applicare l’aliquota corrispondente al tipo di canone scelto.

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Esempi

Canone  a libero mercato

Con un canone di  1000 euro al mese avremo un canone annuo di 12.000 euro e l’aliquota del 21 per cento. L’importo che dobbiamo pagare come imposta sostitutiva è 2.520 euro.

Canone concordato

Fissiamo un canone  di 700 euro mensili. Avremo un canone annuo di 8.400 euro e l’aliquota al 10 per cento. L’importo che dobbiamo allo Stato ammonta a 840 euro.

Scadenza cedolare secca 2018: 30 giugno 2018

scadenza cedolare secca 2018

Come si paga?

Il primo anno di affitto la cedolare secca non si paga perché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente.

La scadenza cedolare secca 2018 varia a seconda dell’ammontare del canone. Nello specifico, il pagamento dell’acconto (dovuto se la cedolare per l’anno precedente supera i 51,65 euro) va effettuato:

  • in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro
  • in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro:
    • la prima, del 40% (del 95%), entro il 30 giugno
    • la seconda, del restante 60% (del 95%), entro il 30 novembre.

Il saldo si versa entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, o entro il 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.

Se al momento della dichiarazione dei redditi il proprietario ha scelto il Modello Unico il pagamento deve avvenire con il modello F24 usando i seguenti codici:

  • 1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata
  • 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione
  • 1842: Cedolare secca locazioni – Saldo

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Vantaggi

  • risparmio di denaro rispetto alla tassazione ordinaria
  • non si paga né imposta di bollo né di regiglstro
  • revocabile
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Svantaggi

  • vietato aumentare il canone per tutta la durata del contratto
  • non è possibile adeguare il canone secondo gli aggiornamenti Istat o altri
  • rinunci alla detraibilità delle spese mediche ecc., se il canone è l’unico reddito percepito dal proprietario

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