Rimborso affitto: come funziona e a chi spetta - blog Guesthero free web hit counter

Il rimborso affitto è un agevolazione fiscale prevista dallo Stato. Le spese effettuate per i canoni mensili possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Rimborso affitto: cos’è

Il pagamento del canone di locazione è agli occhi del legislatore meritevole di agevolazione fiscale.
[n1related i=”0″] La stipula di un contratto d’affitto, regolarmente sottoscritto e registrato, può dare origine a diverse agevolazioni. Una delle quali viene concessa dall’Agenzia delle Entrate sotto forma di detrazione fiscale.

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Un’altra forma di agevolazione viene offerta dal comune di residenza come contributo integrativo del canone di locazione.

E ancora un’altra viene offerta come rimborso dell’importo.

Come si richiede e chi può chiederlo

Per ottenere il rimborso affitto è necessaria la compilazione del modello Unico o del 730.

Giovani fino a 30 anni, studenti fuori sede, inquilini a basso reddito, lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro. Tutti, in maniera diversa possono usufruire di una detrazione appositi. Vediamo nel dettaglio.

Se sei un inquilino con basso reddito con un contratto d’affitto per abitazione principale e vuoi ottenere il rimborso affitto ecco cosa puoi fare. Avrai diritto ad una detrazione di 300 euro nel caso in cui il tuo reddito non superi i 15.493 euro. L’importo si ridurrà a 150 euro se possiedi un reddito totale tra i 15.493 e i 30,987.

Se sei uno studente universitario fuori sede, potrai detrarre dalla tua dichiarazione del redditi il 19% dell’importo dell’affitto. Tale importo, tuttavia, non deve superare la cifra di 2.633 euro. Poi valere di questo diritto solo se il contratto d’affitto si riferisce ad una casa con ubicazione nello stesso comune, o vicino, dell’università da te frequentata.

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Per i contratti stipulati con giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ai sensi della legge del 1998, per l’immobile da destinare ad abitazione principale, è prevista una detrazione pari a 991,60 euro. Tale detrazione spetta per i primi 3 anni e comunque se il reddito non supera i 15.493 euro.

Per il proprietario, che voglia usufruire della detrazione fiscale, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi della registrazione del contratto di locazione. Più l’anno di presentazione della denuncia dell’immobile.

Si ha inoltre la facoltà di scegliere la cedolare secca che comporterà la tassazione separata del canone con un aliquota del 21% ridotta al 10% per i contratti di locazione concordati.

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