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Reverse charge: cos’ è e quando si applica

Il reverse charge o inversione contabile è una particolare modalità di attuazione dell’imposta sul valore aggiunto. Qui vi spieghiamo nei dettagli cos’è e come funziona.

Reverse charge: cos’è e come funziona

Il reverse charge è più precisamente una peculiare modalità di applicazione dell’ imposta sul valore aggiunto in cui l’onere dell’imposizione fiscale viene trasferito dal venditore al compratore.
[n1related i=”0″] Esso permette quindi di far ricadere gli obblighi IVA sul destinatario della cessione. Per applicarlo è necessario che entrambe le parti siano soggetti passivi di imposta IVA e che il destinatario del bene risieda nel territorio dello Stato.

L’introduzione di tale modalità ha lo scopo di ridurre e progressivamente eliminare l’evasione fiscale in determinati settori.

Quando si applica

Il riferimento normativo in materia di reverse charge IVA è l’articolo 17, commi 5 e 6 del DPR 633/1972.

Da esso emergono i seguenti casi di applicazione:

  • cessioni imponibili di oro da investimento;
  • cessioni di materiali d’oro;
  • cessioni di prodotti “semilavorati odi purezza pari o superiore a 325 millesimi”, così come citato dalla legge;
  • alla prestazione di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili;
  • alle cessioni di fabbricati, per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione dell’imposizione;
  • alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;
  • alle cessioni di personal computer, dei loro componenti ed accessori, tablet, console da gioco;
  • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra.

Da quanto emerge i settori interessati sono quelli:

  1. dell’edilizia;
  2. dei prodotti elettronici;
  3. dell’oro;
  4. dei rottami;
  5. del gas e del’energia, escluso gpl;
  6. dei consorzi.
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Pertanto, gli obblighi relativi al versamento dell’IVA devono essere adempiuti dal soggetto che ha ricevuto la prestazione e non da colui che l’ha eseguita.

Modalità di emissione

Come sancito dalla norma il venditore emette fattura senza addebitare l’imposta, come accade normalmente, mentre l’acquirente integra la fattura ricevuta con l’aliquota per il tipo di operazione fatturata.

Quest’ultimo contemporaneamente annota l’operazione nel registro IVA acquisti e in quello delle vendite, quindi effettua doppia annotazione.

Il cedente deve necessariamente indicare in fattura l’inversione contabile e la norma che la disciplina.

Sanzioni previste

La legge prevede inoltre una sanzione per quelle operazioni soggette al reverse charge ma fatturate con normale fattura, per entrambe le parti pari al 3% dell’IVA.

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