Registrazione contratto di affitto: cosa succede se non si fa?

Registrazione contratto di affitto: cosa succede se non si fa?

Il locatore è obbligato a fare la registrazione contratto di affitto entro 30 giorni dalla firma. Ecco una guida con norme e leggi previste per questo tipo di contratto.

Registrazione contratto di affitto e illecito fiscale: cosa fare

In caso di illecito fiscale, è possibile pagare in ritardo l’imposta di registro mediante ravvedimento operoso. Per evitare le eventuali sanzioni dell’Agenzia delle Entrate. In seguito alla registrazione contratto di affitto tardiva il contratto rimane nullo, verrà solo regolarizzata la posizione del contribuente verso il fisco.
[n1related i=”0″] Per risolvere il problema, le parti possono procedere a stipularne uno nuovo. Si firma un nuovo contratto con una nuova data. Oppure si potrebbe pensare anche di retrodatare la data del contratto, per coprire porzioni di tempo anteriori alla sua seconda firma. In tal caso, si ha un contratto valido ed efficace.

La precedente scrittura non produce effetti tra le parti (è come se non fosse mai stato stipulato).

Cosa dice la legge

La legge di Stabilità 2016 definisce che spetta sempre al locatore la registrazione contratto di affitto. In caso di mancata registrazione della locazione, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento dell’imposta sia al locatore che al conduttore, anche se l’obbligo grava solo sul primo.

E’ possibile, per le parti, accordarsi al momento della sottoscrizione del contratto, per le spese di registrazione. Le spese possono gravare interamente sul locatore o al 50% su entrambe le parti.

La mancata registrazione del contratto di affitto risulta inesistente da un punto di vista civilistico. Dunque:

  • il padrone di casa non può attivare la particolare procedura dello sfratto esecutivo
  • il padrone di casa non può chiedere al giudice un decreto ingiuntivo sui canoni di locazione non riscossi. Questo perchè non esiste una prova scritta del prezzo richiesto.
  • il conduttore può rivolgersi al giudice e chiedere che il contratto di locazione venga ricondotto alle condizioni “legali” per la durata del contratto, o per l’importo dl canone. Può essere rideterminato dal giudice in base alle leggi che ne stabiliscono in valore minimo e massimo (articolo 2 L. 431/1998).
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Un “contratto nullo” non produce effetti e quindi il padrone di casa non potrà né pretendere i canoni concordati, né procedere ad un eventuale sfratto in caso di morosità dell’ inquilino.

In Italia, come nel mondo, sta prendendo sempre più piede l’utilizzo dell’affitto breve. Sono nate nuove e numerose realtà per la gestione di affitti brevi. Una di queste è Guesthero, un servizio innovativo per la gestione degli affitti brevi su Airbnb.

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