Prima casa e affitti brevi: cosa succede alle agevolazioni? - Guesthero

Prima casa e affitti brevi: cosa succede alle agevolazioni?

Prima casa e affitti brevi

Una delle domande più frequenti nell’ambito degli affitti brevi riguarda la possibilità di mettere sul mercato la prima casa di proprietà, anche per periodi di tempo limitati. Può essere un modo di far fruttare la casa prima di avere la possibilità di abitarci, o anche un’opportunità per chi è solito viaggiare per lunghi periodi di tempo. È una modalità consentita o ci sono dei divieti particolari? Ecco tutto quello che c’è da sapere su prima casa e affitti brevi.

Quali sono i requisiti fiscali per la prima casa?

A differenza della vendita, che per un primo periodo è vietata, non ci sono limitazioni sugli affitti brevi, che possono essere effettuati sin dall’inizio. Nel rapporto tra prima casa e affitti brevi, tutti i benefici fiscali vengono mantenuti, purché permangano i requisiti fiscali:

  • La residenza del proprietario deve rimanere quella della casa in affitto
  • Il proprietario deve dimostrare di non essere in possesso di altri immobili (proprietà, uso, usufrutto o abitazione)
  • Lo stesso vale per un’eventuale consorte
  • L’immobile si deve trovare nel comune in cui il proprietario risiede
  • Il proprietario non deve aver già goduto di alcuna agevolazione nel comprare altre case o appartamenti in Italia

 

Mutuo e interessi passivi

È possibile anche affittare una casa per cui si sta ancora pagando un mutuo. Tuttavia, è possibile scaricare dall’IRPEF fino al 19% degli interessi passivi sul mutuo solo se la casa di cui si è proprietari è quella in cui si ha la residenza: è necessario quindi mantenere la residenza nella casa (non basta restare nel comune di riferimento). Se si mantiene la residenza nella casa che si dà in affitto, dunque, non ci sono problemi.

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Esenzione IMU

L’affitto breve, tuttavia, potrebbe compromettere l’esenzione IMU che viene prevista per l’abitazione principale. l’IMU (che sta per Imposta Municipale Unica), va normalmente pagata dal proprietario dell’immobile. Ci sono tuttavia diverse situazioni in cui non è prevista: ad esempio nel caso degli alloggi sociali, delle case coniugali assegnate ai coniugi divorziati e, appunto, della prima casa. Ma in caso di controlli, se la casa viene affittata con la formula degli affitti brevi, potrebbe risultare che il proprietario non è più esente dal pagamento dell’imposta. Occorre dunque valutare attentamente le proprie opzioni.

 

A chi conviene l’affitto breve nella prima casa?

Ci sono alcuni profili di proprietari che vedrebbero l’affitto turistico temporaneo come la soluzione migliore:

  • Studenti – le agevolazioni per la prima casa servono proprio ad aiutare i giovani ad uscire di casa: gli studenti sono proprio i primi beneficiari. Spesso si tratta di investimenti familiari, ma in ogni caso affittare la loro casa per brevi periodi può essere un modo utile di mettere da parte qualcosa.
  • Residenti all’estero – i residenti all’estero sono coloro che passano circa sei mesi fuori dall’Italia, ma una misura per incentivare gli investimenti nell’ambito immobiliare ha permesso anche a loro di mettere in affitto la prima casa. Ovviamente c’è la necessità di un aiuto da parte di collaboratori che possano gestire la parte fisica degli affitti: per questo ci si può affidare a diverse piattaforme, come ad esempio Guesthero.
  • Viaggiatori professionisti – chi è solito lasciare casa vuota per certi periodi all’anno può considerare inutile lasciare la casa vuota: l’affitto breve è un’occasione di trarre profitto dai periodi in cui nessuno occupa l’appartamento, mantenendo comunque la possibilità di tornarci quando necessario.
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