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Gestione case vacanze: normative e costi

Per la gestione case vacanze è necessario seguire alcuni pratici consigli, affinché il vostro immobile vi frutti al massimo. Potete anche scegliere di affidarvi a dei professionisti come Guesthero

Gestione case vacanze, definizione e diffusione

Il web oramai pullula di annunci di case vacanze e affitti brevi. Da una parte chi cerca di risparmiare prediligendo le case vacanze al classico hotel, dall’altra i proprietari che cercando di mettere a frutto il proprio immobile lo trasformano in attività imprenditoriale.
[n1related i=”0″] Le case vacanze è una struttura ricettiva extra alberghiera che prevede l’ affitto temporaneo a turisti di un appartamento o una casa arredati in alternativa all’hotel. A livello mondiale la definizione più diffusa è quella statunitense di vacation rental.

Sono dunque proprietà private, siano esse ville per vacanza, appartamenti, case rurali, case di città. L’ offerta si presenta molto ampia e variegata e consente una scelta molto diversificata.

Questo tipo di attività è presente nella maggior parte degli Stati Uniti d’ America, prevalente nella maggiori aree turistiche, spesso più indicate come casa al mare.

In Europa invece sono particolarmente ricercate le ville per vacanze così come le casette di campagne. Quello europeo è  il mercato più vasto a livello mondiale.

Normativa che la disciplina

La gestione case vacanze in Italia sono disciplinate dalle leggi regionali che recepiscono la Legge 29 marzo 2001, n. 135. Nel caso in cui la propria regione non disciplini tale attività si fa riferimento al codice civile.

Attività imprenditoriale

Diversamente da quanto avviene per l’ affitta camere, l’ avvio dell’ attività delle case vacanze dovrebbe avvenire solo ed esclusivamente in modalità imprenditoriale.

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E’ necessario aprire una partita iva ed essere iscritti nel registro delle imprese mediante apposita comunicazione, presentare i requisiti strutturali ed igienico-sanitari e le caratteristiche dell’ immobile.

Chi svolge questa attività è inoltre tenuto ad un altro adempimento, ovvero la segnalazione telematica degli alloggiati, attraverso apposito servizio telematico, portale alloggiati.

Attività non imprenditoriale

Tuttavia a causa di un buco normativo, normativo e regionale, è possibile gestire questo tipo di attività anche in forma non imprenditoriale, utilizzando la cosiddetta short lets, affitti brevi.

In questo caso occorre presentare una dichiarazione sostitutiva univa, scaricabili dai siti internet dei comuni di residenza. Non occorre l’ apertura della partita iva.

Dal punto di vista fiscale la gestione di questo tipo di attività, non imprenditoriale, viene gestita tramite rilascio all’ospite di una ricevuta semplice non fiscale con marca da bollo da 2,00 euro. La medesima deve avere le seguenti caratteristiche:

  • emissione in duplice copia, una per il proprietario una per l ‘ospite;
  •  dati dell’ intestatario ( nome cognome, indirizzo, codice fiscale, partita iva nel caso si tratti di società, importo totale, motivo per cui viene emessa fattura e firma completa e leggibile del proprietario).

Sia nel caso di attività imprenditoriale o non, è necessario attenersi ad alcun obblighi in materia di pubblica sicurezza:

  • se il cittadino italiano, o appartenente all’UE, si trattiene per più di 29 notti è necessario fare denuncia della sua presenza all’ autorità di pubblica sicurezza, ovvero il Commissariato di zo
  • Se l’ ospite non appartiene all’UE è obbligatorio registrarlo a prescindere dal numero delle notti, entro 48 ore dal suo arrivo.

 

 

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