Gestione affitti brevi Milano: l'opzione della cedolare secca - Guesthero

Gestione affitti brevi Milano: l’opzione della cedolare secca

Nel mondo della gestione di affitti brevi Milano, si parla di cedolare secca nel momento in cui, sostanzialmente, avviene il transito dell’imposta sostitutiva da parte dell’Irpef e degli addizionali. Che sostanzialmente riguardano i redditi che derivano dall’immobile.

Importante inoltre capire che la suddetta cedolare secca non va a sostituire l’imposta di registro per la cessione del  proprio contratto di locazione. Quello infatti riguarda un’ulteriore pagamento che dev’essere sostenuto.

Gestione affitti brevi Milano: come funziona

Possono scegliere la scelta d’opzione della cedolare secca coloro che sono i titolari della proprietà o del diritto reale di uso (per esempio, usufrutto). E’ importante inoltre che la casa non sia utilizzata con scopo di costruire un’impresa o praticare una professione. La cedolare secca funziona come sostituto d’imposta e si calcola impostando un’aliquota del 21% rispetto al normale prezzo dell’imposta di locazione stabilita dalle due parti.

A partire dal 2013 l’aliquota per questi contratti era pari al 15% (Dl 102/2013). Successivamente è ridotta al 10% per il quadriennio 2014-2017. Il Dl 47/2014 ha disposto che la stessa sia applicabile anche sui contratti di locazione che sono stati stipulati nei comuni per i quali è stato dedicato. Nei 5 anni che hanno preceduto la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (28 maggio 2014). Il motivo è da porsi sullo stato di emergenza che ha seguito degli eventi che si sono verificati di tipo calamitoso. Infine, con la legge di bilancio 2018 è prorogata di altri 2 anni (quelli che riguardano il prossimo biennio) con l’aliquota ridotta al 10% per i contratti in cui il canone è stato concordato.

 

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Gestione affitti brevi Milano: Cedolare secca

Con la circolare n° 24/E del 12 ottobre 2017, l’Agenzia delle entrate ha iniziato con i primi provvedimenti riguardanti l’argomento degli affitti brevi, chiamandola tra l’altro con il nome di Tassa Airbnb 2019.

I soggetti coinvolti in questo provvedimento da parte dell’Agenzia, sono tenuti a comunicare tutti quelli che sono i dati relativi ai contratti di locazione. Spiegano poi, sempre nello stesso documento, quali sono le sanzioni a cui si va incontro per coloro che violano le nuove regole riguardanti gli affitti brevi.

Entrando nello specifico, la cedolare secca che si applica alle locazioni brevi è definita appunto come sua imposta sostitutiva, che si applicata al posto del regime ordinario.

Quello che accade di conseguenza è sostanzialmente che la cedolare secca influisce sia sui contratti a lungo termine, che anche sui contratti a locazioni brevi, che sono cioè inferiori ai 30 giorni. Questo include anche i casi di prenotazione via terzi, o per via online.

Gestione affitti brevi Milano: requisiti per cedolare secca

I requisiti che è necessario avere in possesso per poter avere la cedolare secca per affitti brevi, per l’applicazione del 21% sono: gli affitti brevi sono sempre supportati da un contratto di sublocazione e contratto d’uso a titolo oneroso. L’applicazione della cedolare secca tuttavia è applicabile solo se si tratta locazione residenziale. Se è presente nel territorio Italiano, e soprattutto se appartenente alle categorie catastali che vanno da A1 ad A11, eccezion fatta per l’A10.

Oltre all’uso dell’immobile, l’host può mettere a disposizione tutti i servizi che sono disponibili, tra cui Wi Fi, pulizie, cambio biancheria, lavanderia. Fornitura di utenze e aria condizionata.

Non si applica invece la cedolare secca, se oltre alle utenze utili per la permanenza. Inclusi in questa categoria servizi che non sono strettamente legati all’abitazione, come ad esempio la colazione, un auto a noleggio, visite turistiche guidate ecc.

Le sanzioni, infine, che sono applicabili, sono legate alla violazione od omissione ed incompleta effettuazione delle ritenute da parte degli intermediari, che hanno delle conseguenze. Inoltre vi è l’obbligo di comunicare i dati stipulati dagli intermediari a partire dal 1° giugno 2017, anche se ciò dov’essere eseguito nel 2018.

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