Contributo affitto 2019: a chi spetta e come richiederlo

Contributo affitto 2019: a chi spetta e come richiederlo

Cos’è il contributo affitto?

Il contributo affitto permette alle famiglie in difficoltà con il pagamento del canone di avere accesso al fondo nazionale morosità incolpevole.  La morosità deve essere riconducibile a cause gravi e inoltre essere indipendente dalla volontà degli inquilini. Ogni anno dunque lo Stato stabilisce l’ammontare dell’importo da suddividere tra le regioni. Per il quinquennio 2015-2020 sono stati stanziati dal Governo 190.000 euro.

Contributo affitto requisiti minimi e cause gravi

I requisiti per avere accesso al contributo affitto variano a seconda del comune di appartenenza. E’dunque utile informarsi sulle date di emissione dei bandi, ma generalmente i requisiti minimi prevedono:

  • “Reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento;”
  • “Reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento;”
  •  Di non essere in possesso di altri immobili nella stessa provincia dell’affitto;
  • Che sia stata presentata un’istanza di sfratto da parte del locatario;

Tra gli eventi gravi rientrano:

  •  La perdita del lavoro e la cessazione involontaria di un’attività di proprietà;
  •  Malattie e infortuni che intaccano la capacità di contribuire alle spese familiari;

Contributo affitto come richiederlo?

I conduttori che hanno verificato di essere in possesso di tutti i requisiti disposti dal comune dovrà partecipare ai bandi pubblici comunali. Coloro che ottengono il contributo affitto, una volta sanato il debito nei confronti del locatario, possono decidere se usare il bonus per stipulare un nuovo contratto di locazione.

Altrimenti, viene garantito un certo lasso di tempo prima di effettuare lo sfratto. Oppure, il beneficiario del contributo potrà decidere di rivolgersi a un altro locatario e usare il denaro che gli avanza per affittare una nuova abitazione.

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Altre tipologia di contributi per affitto

Esistono anche altre tipologie di contributi per gli affitti. Ad esempio per coloro che non si trovano in situazione di enorme precarietà come coloro che stanno per essere sfrattati dal proprietario di casa. Ad esempio, un cittadino può richiedere un aiuto economico sotto forma di affitto scontato dedicato appunto alle persone poco abbienti che si trovino in difficoltà nel ripagare i propri debiti col locatario.

Attraverso “Milano Abitare” la città riesce a portare avanti questa politica sociale con l’Agenzia sociale per la locazione, cioè per affitti a Milano. Infatti, coloro che fanno parte di questo programma potranno ricevere un affitto che, rispetto alla media della sua zona, sarà da un quinto a quasi un terzo inferiore rispetto alla media. Questo canone concordato per affitti a Milano, dal 2015, è un’opzione di cui possono usufruire anche le persone che abbiano un reddito ISEE di 40.000 euro.

Questo programma non coinvolge solo chi prende in affitto ma anche chi loca il proprio immobile. Infatti, l’affittuario che vorrà essere coinvolto in questo progetto, potrà godere di vari benefici. Possiamo menzionare, ad esempio, un fondo di garanzia che riesce a garantire il proprietario dell’immobile dal pericolo di un ospite moroso. La garanzia copre fino a un anno e mezzo di mensilità. Inoltre, il locatario (solo affitti Milano) usufruirà di una Imu ridotta di ben il 50% rispetto a quella che dovrebbe pagare normalmente. Si vedrà accreditata una cifra che varia dai 1200 ai 2000 euro che rappresentano un esborso unico e non ripetibile.

contributo affitti

Contributo affitto 2019

Nell’anno 2019 lo Stato e i Comuni hanno messo a disposizione diversi bonus per famiglie con reddito basso,  ad esempio la cosiddetta  Carta Famiglia 2019, che consiste in una convenzione che da diritto a sconti ed agevolazioni per le famiglie numerose. Esistono inoltre bonus relativi alle bollette di gas ed energia erogati sempre a favore delle famiglie meno abbienti.  Nel 2019 è stato altresì incrementato il limite di reddito ISEE minimo per aver accesso all’agevolazione, aumentando potenzialmente il numero di famiglie che potrebbero ricevere il bonus.

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Cos’è Fondo morosità incolpevole

Il contributo d’affitto viene erogato dal fondo preposto, il cui nome è “Fondo morosità incolpevole”. Questo fondo è gestito dai singoli Comuni anche se è nazionale. Spetta dunque ai Comuni l’emanazione annuale del bando per accedere alla selezione, le scadenze specifiche e il modulo di domanda.

Per sapere se si è in possesso dei requisiti necessari, occorre quindi innanzitutto consultare la lista dei comuni ad alta tensione abitativa e verificare che il proprio comune sia presente nell’elenco. In secondo luogo occorre collegarsi al sito del comune e verificare i dettagli del bando per il contributo d’affitto.

Nel bando saranno presenti in dettaglio i requisiti minimi per poter presentare la domanda.  Più le tempistiche e le scadenze per la presentazione della domanda. Infine tutta la documentazione necessaria da presentare per poter inoltrare la richiesta.

Se si rientra nei requisiti stabiliti dal bando, e si presenta la domanda entro la data di scadenza specificata, sarà possibile partecipare al processo di selezione per l’assegnazione del contributo d’affitto. Il fondo è soggetto a disponibilità limitata. Per sapere di più su quali sono i criteri e i meccanismi di selezione occorre consultare l’apposita sezione del bando.

Per concludere quindi possiamo dire che il contributo d’affitto è un valido aiuto introdotto dallo Stato. Creato per evitare che delle cause sopravvenute al di fuori del controllo dell’affittuario possano provocarne lo sfratto. In questo modo si vuole dunque tutelare il diritto all’abitazione. Diritto garantito dalla Costituzione italiana, per tutti coloro che fossero colpiti da gravi cause che abbiano condotto all’insolvenza incolpevole.