Contratto di subaffitto: come regolare la sublocazione

Contratto di subaffitto: come regolare la sublocazione

Se ti stai addentrando nel mondo dell’ospitalità, sarai certamente interessato al funzionamento degli affitti brevi. Tuttavia devi essere al corrente anche dei dettagli che hanno a che fare con la normativa, ad esempio per quanto riguarda il subaffitto e le regole cui è sottoposto.

Subaffitto: cos’è

Per subaffitto si intende la stipulazione di un contratto tra l’inquilino e un soggetto estraneo al contratto di locazione, che chiameremo soggetto terzo. Si tratta dunque di un contratto del tutto indipendente rispetto a quello principale, ma con gli stessi effetti. In pratica, il soggetto che stipula il contratto di sublocazione subentrerà all’inquilino del contratto principale di locazione. Tuttavia non è necessario che il proprietario si metta in contatto con colui che rientra nella sublocazione.

Subaffitto: come funziona

Innanzitutto è necessario che venga inviata all’inquilino una raccomandata indicante i dati del sub conduttore, il numero di stanze dell’appartamento e la durata del contratto di sublocazione. Nel caso in cui la sublocazione sia inferiore ai 30 giorni, non è necessario completare alcun adempimento fiscale.

Se invece il contratto di sublocazione ha una durata superiore alle 30 notti il contratto va registrato entro un mese da che viene stipulato, e per questo va pagata un’imposta di registro del 2%, come specificato per i fabbricati ad uso abitativo.

Affinché il contratto di locazione goda della propria validità, il locatore non può prescindere dall’apporre alla scrittura privata una clausola che permetta al conduttore di sublocare l’appartamento a livello parziale o totale. Nel primo caso sono soggette a sublocazione solo alcune stanze, mentre nel secondo caso la sublocazione riguarda tutto l’immobile. Nel caso in cui il conduttore infranga tale clausola, è diritto del proprietario richiedere la risoluzione del contratto, ovvero lo scioglimento dello stesso.

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sublocazione

Subaffitto: durata del contratto 

Nel mondo degli affitti esistono numerosi tipi di contratto con durata determinata. Si parte dal contratto di affitto breve turistico che va dalle 2 alle 29 notti, al contratto di affitto breve transitorio, anche detto per studenti dal momento che si tratta di quello che meglio si adatta alle esigenze di chi decide di studiare in una città differente dalla propria; infine gli affitti lunghi, ovvero gli affitti tradizionali.

Per quanto riguarda il subaffitto, invece, non esiste una durata minima o massima, che invece può essere liberamente concordata dalle parti. Tuttavia è necessario che questa venga comunicata al proprietario e che, ovviamente non superi la lunghezza del contratto principale.

Rischi per il conduttore

Il contratto di subaffitto è senza dubbio fonte di interessanti vantaggi per il conduttore, in quanto permettere di recuperare parte del denaro uscito per l’affitto. Tuttavia è fondamentale tenere a mente i rischi che tale contratto può portare con sé, dal momento che colui che rimane in contatto con il proprietario è sempre il conduttore. Facciamo qualche esempio.

Se l’immobile viene in qualche modo danneggiato dal sub-conduttore, la responsabilità è del conduttore principale. Allo stesso modo, se l’appartamento non fosse liberato tempestivamente nel momento indicato dal contratto la responsabilità sarebbe sempre dell’inquilino. Infine, anche nel caso di mancati pagamenti, sarà il locatario a dover rispondere per il sub-conduttore.

 

Affitti brevi

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