Contratto di locazione transitorio: come funziona, guida

Contratto di locazione transitorio: come funziona

Il contratto di locazione transitorio è un contratto di affitto che ha una durata inferiore rispetto agli affitti tradizionali. Gli affitti a canone concordato infatti prevedono una durata di tre anni.

Come funziona contratto di locazione transitorio

La locazione a uso transitorio, per legge, deve avere una durata non inferiore a un mese e non superiore ai diciotto. In questo tipo di contratto non è prevista la disdetta, perchè il contratto cessa in modo automatico nel momento stabilito.
[n1related i=”0″] Le ipotesi di transitorietà sono: trasferimento temporaneo per questioni lavorative, separazione dal coniuge, stage di lavoro. Altri motivi sono l’impossibilità di usufruire del proprio immobile per eventi atmosferici o ristrutturazioni, assistenza ad un familiare malato o bisognoso di assistenza.

Le esigenze di natura transitoria devono essere specificate nel contratto. Il contratto di locazione transitorio deve contenere al suo interno altri dati. Le generalità delle parti, la descrizione dell’immobile, il canone di locazione e la modalità di versamento e l’attestato di prestazione energetica.

Come si redige e tassazione

Il contratto di locazione transitorio, per essere considerato valido, va redatto in forma scritta. Inoltre è obbligatorio che venga registrato, nei tempi previsti, presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Questo contratto per essere redatto necessita dell’utilizzo di un modello fornito dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Sono fondamentali all’interno del contratto gli elementi sopracitati.

I contratti di affitto transitorio, non sono esenti da tassazione. Infatti sono soggetti a tassazione Irpef. Oltretutto il locatore dovrà riportare i canoni di locazione nella sua dichiarazione dei redditi.

In alternativa al regime Irpef, si può scegliere la tassazione con cedolare secca. Nella casistica specifica, le parti devono essere persone fisiche e non imprenditori.

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In caso di cedolare secca, ci dovrà essere una clausola all’interno del contratto. L’aliquota resta ordinaria, l’aliquota agevolata è prevista esclusivamente per i contratti a canone concordato.

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