Contratto locazione canone concordato 2019: che cosa è

Contratto locazione canone concordato: che cosa è

Il contratto di locazione a canone concordato è molto diffuso per gli affitti a medio periodo o transitori. Andiamo a vedere come funziona ed alcune informazioni utili per comprendere le sue principali agevolazioni e funzionamento.

Contratto locazione a canone concordato, definizione

Il contratto di affitto a canone concordato è una particolare forma di contratto di locazione, prevista dalla legge 431 del 1998, che prevede una durata minima di tre anni più altri due di rinnovo automatico (3+2) e in cui gli importi massimi e minimi dei canoni sono stabiliti a livello locale attraverso la contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari, sulla base delle caratteristiche dell’alloggio, della zona dove è situato e del numero degli occupanti.

Come funziona

Gli aspetti generali del contratto vengono stabiliti da un accordo locale tra le principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia (ad esempio: Confedilizia, UPPI, ASPPI, ecc.) e le principali associazioni sindacali dei conduttori (come: SUNIA, SICET, UNIAT, ecc.) alla presenza solitamente dell’Assessore comunale o del Sindaco.
Questi accordi locali fissano i criteri di stipula: tipo di contratto (agevolato, transitorio, per universitari), durata, rinnovo, importo canone, aggiornamento ISTAT, clausole di rescissione, oneri accessori, uso e consegna, ripartizione spese, modifiche e migliorie, esigenze particolari del locatore/conduttore, varie ed eventuali.

Il territorio comunale viene quindi suddiviso in zone urbane omogenee, cioè delle aree con delle caratteristiche simili per valori di mercato, dotazioni infrastrutturali (trasporti pubblici, verde pubblico, servizi scolastici e sanitari), tipologie edilizie (categorie e classi). Per ogni area gli Accordi territoriali devono prevedere un valore minimo e un valore massimo del canone considerando la categoria catastale, lo stato manutentivo dell’immobile, eventuale/i pertinenze/i, presenza di spazi comuni, dotazioni di servizi tecnici, presenza di mobilio.

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Contratto locazione canone concordato: principali agevolazioni

Qui di seguito elenchiamo le principali agevolazioni fiscali per i contratti locazione a canone concordato, distinti tra proprietario ed inquilino.

Agevolazioni dei proprietari
  1. Alla riduzione forfettaria del reddito derivante dal canone di locazione stabilito secondo la legge 431/98 articolo 2, comma 3 e articolo 5, comma 2, pari al 15%, si aggiunge un’ulteriore riduzione del 30%. Signi l’imposta va calcolata sul totale del canone concordato ridotto del 40,5%.
  2. Riduzione del 30% dell’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati nelle modalità previste al punto precedente.
  3. Riduzione ulteriore dell’Ici, laddove venga deliberata dai Comuni.
Agevolazioni per gli inquilini
 
1) Intestatario del solo contratto di locazione di cui alla legge 431/98, articolo 2, comma 3 (immobile adibito ad abitazione principale).
  1. Detrazione dell’imposta per i redditi derivanti dall’Irpef di € 495,80 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71. Oppure, detrazione dell’imposta per i redditi derivanti dall’Irpef di € 247,90 se il reddito complessivo è superiore a € 15.493,71, ma non superiore ad € 30.987,41.
  2. Riduzione del 30% dell’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati ai sensi della legge 431/98, articolo 2, comma 3.
2) Lavoratore dipendente che trasferisca la propria residenza per motivi di lavoro.
Per il lavoratore dipendente che abbia trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in comune limitrofo nei tre anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione e sia titolare di un qualunque tipo di contratto di locazione di immobile adibito ad abitazione principale dello stesso e situato a non meno di 100 km di distanza dal precedente (e comunque fuori dalla regione d’origine), la detrazione di imposta spettante sarà pari a:
  • € 991,60 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71.
  • € 495,80 se il reddito complessivo è superiore a € 15.493,71 ma non superiore a € 30.987,41.
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Tali detrazioni spettano solo per i primi tre anni dal trasferimento della residenza. Le detrazioni di cui ai precedenti punti A) e B) non sono cumulabili, tuttavia il contribuente potrà scegliere quella a lui più favorevole.

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