Come funziona affitto di casa vacanze a Milano - blog Guesthero

L’opportunità di una casa vacanze a Milano è da inquadrarsi in una duplice ottica: vantaggi sia per chi affitta l’abitazione sia per chi è alla ricerca di un posto dove sostare per pochi giorni.

Questa soluzione, quindi, piace sempre di più. Affittare un’appartamento nel capoluogo lombardo, infatti, offre al proprietario la possibilità di aumentare le proprie entrate. Questo accade con chi possiede una seconda casa o, anche, con chi può mettere a disposizione solo una porzione della propria abitazione.
[n1related i=”0″] Proprietario e affittuario, poi, si accorderanno sul prezzo; una tariffa per la locazione, proposta da chi detiene l’immobile o parte di esso, e accettata da chi è alla ricerca di un soggiorno di breve periodo.

Un’enorme vastità di alloggi

Milano, in questa direzione, offre una vasta gamma di alloggi dislocati in ogni zona della città e con prezzi variabili per struttura e quartiere. Pertanto trovare casa vacanze a Milano per brevi periodi è davvero semplice.

La rete, poi, ha aumentato a dismisura l’offerta con portali specializzati e siti specializzati dedicati a questo particolare tipo di settore. Le regole contrattuali a cui sottostare sono davvero semplici e il rispetto degli adempimenti fiscali richiede una minima applicazione.

Che cos’è una casa vacanze?

La casa vacanze come locazione turistica è disciplinata ai sensi della legge 17 maggio 1983, numero 217 che disciplina la classificazione di case
e appartamenti per vacanze destinati all’attività ricettiva diretta alla produzione di servizi per l’ospitalità.

Casa vacanze in forma imprenditoriale

Per casa vacanze si intende quindi l’affitto di un appartamento, casa, villa, in forma imprenditoriale e organizzata. Ogni comune, però, ha una propria definizione che deve essere necessariamente verificata prima di procedere alla locazione.

Secondo la legge quadro sul Turismo, se l’attività è imprenditoriale è possibile affittare fino a tre case vacanze per non più di 3 mesi, in questo caso però occorre richiedere l’autorizzazione al Comune; si deve comunicare il listino prezzi alle autorità competenti come avviene per gli hotel, le pensioni, e gli alberghi, e si ha inoltre l’obbligo di dichiarare i canoni percepiti della locazione turistica nel modello Unico nel quadro dei redditi occasionali se il periodo di affitto è meno di 30 giorni mentre se superiore si segue la disciplina per i redditi dei fabbricati per periodi superiori al mese.

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Casa vacanze non imprenditoriale

Se la locazione o affitto della casa vacanze invece avviene in periodo breve, quindi non continuativo, l’attività è svolta in forma non imprenditoriale.

Questo vuol dire che se possiedo una casa in montagna o al mare e l’affitto per brevi periodi (short lets) e saltuariamente, non ho obblighi da rispettare nel senso che – dal momento che per le case vacanze short lets non esiste una disciplina specifica – la regolamentazione degli affitti viene lasciata alla libera contrattazione privata tra le parti.

Contratto tipo locazione turistica

Il contratto di locazione turistica è disciplinato dagli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile; se questo viene stipulato in forma non imprenditoriale e da una persona fisica non occorre aprire la partita IVA.

Cosa deve contenere il contratto?

Sebbene non ci sia una regolamentazione precisa sull’affitto della casa vacanze o dell’appartamento affittato a turisti, occorre tutelarsi sempre sottoscrivendo un contratto di locazione turistica:

    • Dati del proprietario e dell’affittuario.
    • Indirizzo della casa, piano, ascensore.
    • Numero delle camere e dei posti letto
    • Importo del canone di locazione + eventuale caparra del 20 o 30%.
    • Eventuali spese incluse o escluse: ad esempio spese di pulizia, acqua, luce e gas, aria condizionata.
    • Modalità e termini per la consegna dell’immobile e per il rilascio dello stesso: ad esempio arrivo dopo le 15:00 e partenza prima delle 10.

La cedolare secca può essere applicata alle locazioni turistiche?

Si, sia se il contratto viene registrato all’Agenzia delle Entrate, anche se per l’affitto sotto i 30 giorni non è obbligatoria la registrazione, sia in sede di dichiarazione dei redditi.

In base poi alle ultime novità introdotte dalla Manovra Correttiva dal 1° giugno parte la Tassa Airbnb, alle locazioni brevi può essere applicata per opzione la cedolare secca al 21%.

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Se poi il contratto di locazione, è concluso tramite intermediari immobiliari, agenzie ma anche tramite portali internet come Airbnb, Expedia, Booking, questi diventano sostituti di imposta e sono obbligati a trattenere la *ritenuta del 21%* al momento del pagamento e di riversarla poi allo Stato italiano. Altro adempimento previsto, è l’invio della certificazione unica ai proprietari che hanno affittato l’immobile avvalendosi di un intermediario immobiliare.

Per quanto riguarda la TARI, tassa sui rifiuti occorre verificare la delibera comunale ove è ubicata la casa vacanze, generalmente però gli immobili
concessi in locazione, in uso o comodato d’uso dati a non residenti nel comune per un periodo inferiore all’anno, come ad esempio appartamenti affittati a turisti, la Tari è dovuta dal proprietario dell’immobile per tutto l’anno, se invece la casa è affittata con un contratto di locazione superiore all’anno, la tassa sui rifiuti è dovuta dall’affittuario dell’immobile anche se non residente.

Per la TASI tassa sui costi indivisibili del comune, invece, il discorso cambia. La precedente Legge di Stabilità, infatti, ne ha previsto l’esenzione dal pagamento per gli affittuari che locano un immobile come abitazione principale e che detengono l’immobile per più di 6 mesi.

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