Come affittare una stanza: cosa sapere

Come affittare una stanza: cosa sapere

Per chi vuole guadagnare soldi extra attraverso i propri immobili sfitti può pensare anche di affittare una parte della casa: è una procedura prevista dalla legge quella di affittare per brevi periodi le proprie case, registrandole come case vacanze. Come affittare una stanza della propria abitazione? diversi consigli utili di Guesthero, l’esperto degli affitti brevi, per rendere profittevole la propria stanza avviando il proprio business degli affitti brevi.

Come affittare una stanza?

Negli ultimi anni si è diffuso sempre più il fenomeno di co-housing, in cui il proprietario dell’appartamento mette in affitto una stanza di esso per i viaggiatori. Un caso classico sono le famiglie che affittano la camera di un figlio che si è trasferito e ormai inutilizzata.

Per quanto totalmente legale, ci sono alcuni aspetti burocratici a cui bisogna prestare attenzione. Infatti cosa non deve assolutamente mancare quando si decide di mettere in affitto una stanza? Ovviamente il contratto. Come accade per le locazioni di immobili in maniera tradizionale, infatti, anche l’affitto di una singola stanza dev’essere assoggettato a un regolare contratto. Oltre a quelle tradizionali di locazione, contratto libero, della durata di 4 anni rinnovabili per altri quattro, e a canone concordato, di 3 anni, rinnovabili di altri 2, esistono anche le locazioni temporanee come i contratti transitori e per studenti. Il contratto transitorio è tra le tipologie più apprezzate perchè garantisce, per la sua durata tra 1 e 18 mesi. Il contratto per studenti invece prevede la durata tra i 6 e 36 mesi e si rinnova automaticamente.

La scelta della tipologia di contratto è indifferente nell’ottica della legalità della pratica, regolamentata dalla legge n.431 del 9/12/98 e dall’articolo 1571 del Codice Civile. La presenza del contratto di affitto è funzionale alla limitazione del fenomeno dell’evasione fiscale.

Tipologia di contratti per affittare una stanza

Contratto libero

La soluzione standard per le locazioni è rappresentata dal cosiddetto contratto libero e, come dice il nome stesso, lascia alle parti la massima autonomia di decisione per quanto concerne contenuti e costi. L’unico vincolo è quello della durata, che dev’essere di minimo 4 anni rinnovabile per altri 4 in modo automatico previa comunicazione differente.  Sia il titolare del contratto sia il proprietario dell’immobile possono effettuare la comunicazione di disdetta.

Contratto a canone concordato

Più recentemente è stata introdotta una nuova soluzione contrattuale: il canone concordato, il quale prevede alcune differenze rispetto al contratto libero. La durata è la prima: per legge, deve avere una scadenza minima a 3 anni dalla stipula e si rinnova per altri 2 a meno di comunicazioni differenti.

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Tuttavia, a differenza del contratto libero, questo non lascia massima autonomia alle parti: i termini vengono stabiliti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative delle parti (proprietari e locatori), e sono depositati presso i singoli comuni. Gli accordi delle associazioni rappresentanti delle parti stabiliscono il canone e la rescissione, non presente nel contratto libero, mediante la quale in caso di disdetta non legittima da parte del locatore, il conduttore può far valere il diritto di ottenere un risarcimento dei danni in misura non inferiore a 36 mensilità del canone pagato.

Contratto transitorio

Con l’espansione della sharing economy, la formula contrattuale che pone meno vincoli a entrambe le parti è quella del contratto transitorio. Questa risulta particolarmente gradita sia al locatore che al locatario perché molto flessibile in termini di durate. Dal punto di vista della durata, prevede un minimo di 1 mese e un massimo di 18 mesi e non sono previsti rinnovi automatici, se non mediante stipula di un nuovo contratto. I vincoli temporali possono essere giustificati tramite documentazioni da allegare al contratto di locazione, sia da una parte che dall’altra.

Per esempio, il conduttore che necessita di un alloggio per far fronte alle esigenze lavorative di un contratto a tempo determinato, può far valere la sua esigenza. Il locatore che desidera affittare la stanza solamente per un periodo stabilito, che per esempio corrisponde al periodo di permanenza di un figlio all’estero, può farlo presente durante la stipulazione. Anche i contratti transitori devono essere redatti per iscritto e devono essere registrati, al pari di quelli a canone concordato e liberi.

Contratto per studenti

A differenza degli altri contratti, che non prevedono dei limiti territoriali per la loro applicazione e validità, il contratto per studenti ha la caratteristica che può essere registrato soltanto nei comuni in cui esistono sedi universitarie. Questa tipologia di contratto è finalizzata a rispondere alle particolari esigenze degli studenti fuori sede. La durata varia da un minimo di 6 mesi e fino a 36 mesi e, salvo disdetta, si rinnova in automatico.Anche questa tipologia di contratto risulta molto apprezzata in quanto conferisce flessibilità ad ambo le parti, permettendo al proprietario di tornare in possesso dell’immobile anche dopo pochi mesi, e permettendogli di avere elevati rendimenti, in media più alti degli affitti alle famiglie.

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Quali sono le modalità di registrazione?

Se la locazione riguardante la singola stanza di un immobile supera la durata di 30 giorni, il contratto dev’essere obbligatoriamente registrato; sia per evitare di incorrere in sanzioni amministrative e controlli fiscali, è utile anche per usufruire di agevolazioni, come i contributi comunali e le detrazioni fiscali.

Registrare un contratto di locazione non è una procedura complessa: oggi non è più necessario recarsi obbligatoriamente presso la sede dell’Agenzia delle Entrate, ma si può procedere sfruttando le potenzialità dell’online. In entrambi i casi, è previsto il pagamento dell’imposta di registro, che per legge dev’essere pari al 2% della somma dei canoni mensili nei 12 mesi e che, comunque, non può mai essere inferiore a 67 euro.

L’alternativa è l’applicazione della cedolare secca.

Come preparare una stanza da affittare?

Prima di affittare una stanza è bene ripulirla da cima a fondo e togliere tutto quello che non serve ai futuri ospiti, non necessariamente rendendola asettica ma comunque rendendola personalizzabile dagli ospiti stessi, così che si sentano davvero pienamente a casa. Fondamentale controllare che funzionino tutte le luci, che la stanza, se non munita di tapparelle, disponga di tende oscuranti oltre che di un letto confortevole. Questi controlli consentono di essere sicuri che gli ospiti che arriveranno non incontreranno problemi e si sentiranno benvenuti.

come affittare una stanza

Non sapete come valorizzare la vostra stanza in affitto? Alcuni consigli di Guesthero sono di seguito elencati: Fate trovare agli ospiti un letto comodo, con cuscini, lenzuola e coperte. Predisponete uno spazio dedicato allo studio/lavoro con una scrivania o tavolo d’appoggio che permetterà di usare comodamente computer o altri strumenti. All’interno della stanza non deve poi mancare un armadio o una cassettiera, dove l’ospite potrà lasciare i suoi vestiti e le sue cose e un comodino vicino al letto. Usate gli accessori come tappeto, portapenne ecc. per personalizzarlo. Un pensiero gentile sarebbe regalargli una cornice per le foto, così che possa inserirne di personali, rendendo più intima l’atmosfera della stanza.

Guesthero: gestione affitti brevi

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