Come affittare casa a breve legalmente in Italia - Guesthero

Come affittare casa a breve legalmente in Italia

Si sa che negli ultimi anni, alla faccia della crisi, i flussi turistici stanno aumentando esponenzialmente da portare molti proprietari di appartamenti a mettere a disposizione la propria casa per l’ospitalità di turisti. Ma come affittare casa a breve legalmente?

Scegliere di affittare il proprio appartamento a breve

Alcuni dei quali, addirittura, decidono di lasciare la propria casa del centro città e trasferirsi in periferia per poter mettere a disposizione dei viaggiatori delle case ideali a pochi passi da ogni attrattività. Ovviamente la principale motivazione è quella del guadagno che certamente permette ai proprietari di fare sonni tranquilli. Aumentando questo fenomeno, ecco che lo stato italiano ha iniziato a stabilire una precisa legiferazione in materia e a tassare le entrate dei proprietari. Per questo è necessario informarsi al meglio per evitare fastidiosi imprevisti, in quanto la legge non ammette ignoranza.
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Quali sono i vantaggi per un proprietario affittare il proprio appartamento in maniera legale

Sarebbe opportuno partire dalla definizione di affitto breve, per chiarire possibili dubbi. Si tratta principalmente di contratti di locazione che hanno in comune tra loro una durata inferiore rispetto all’affitto tradizionale. Tutti gli affitti al di sotto dei 18 mesi rientrano in questa definizione, che tuttavia a sua volta presenta delle sottocategorie:

  • l’affitto turistico, che arriva a un massimo di 30 giorni,
  • l’affitto transitorio, ovvero locazioni tra i 30 giorni e i 18 mesi.
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Principalmente quando si parla di attività extralberghiera, e quindi di affittacamere, si sta facendo riferimento proprio all’affitto turistico.

La motivazione per affittare la casa a breve

Quindi quali sono le motivazioni, in più, che oggi potrebbe spingere un proprietario privato a mettere a disposizione il proprio appartamento per affitti turistici/brevi. Affidandosi alle varie piattaforme, i players principali dello sharing economy, come Airbnb e Booking, prima di tutto si ha la possibilità di avere una visibilità globale e quindi permette di raggiungere una clientela internazionale. In più il costo del servizio varia a secondo del sito utilizzato. Prendendo come esempio Airbnb, in genere è applicata una provvigione del 3% al proprietario e un ricarico tra il 5 e il 15% a seconda della durata del soggiorno e dell’importo all’inquilino.

I portali, come Guesthero, che intermediano la locazione, si trasformano in sostituti di imposta, trattenendo il 21% del canone come acconto.

Pratiche amministrative e burocratiche

Mettere in affitto il proprio appartamento richiede da parte del proprietario attenzione a tutte quelle procedure fiscali, amministrative e burocratiche che permettono di affittare casa a breve legalmente.

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La cedolare secca

Dalla primavera, del 2017, la manovra politica ha introdotto l’obbligo per le piattaforme come Airbnb di tracciare e comunicare allo Stato tutti i contratti conclusi con cedolare secca al 21% dagli host che affittano immobili. Di conseguenza i portali, e gli agenti immobiliari che fungono da intermediari tra turisti e proprietari, dovranno incassare la cedolare dell’host e riversarla poi all’erario. Airbnb, che ovviamente è contrario a questa iniziativa, afferma che il problema non sarebbe la cedolare in sé, che poteva, secondo loro, già essere applicata, ma l’inquadramento dei portali online come sostituiti d’imposta.

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Registrazione del contratto non richiesta

Gli affitti turistici inoltre non richiedono la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, configurandosi così come una scrittura privata. Quindi un appartamento può trasformarsi in una struttura ricettiva e quindi la sua principale mission è quella di ricevere i turisti.

Come affittare casa a breve legalmente in Italia

Per questo motivo si parla di casa vacanza (CAV) e il settore di cui fa parte è quello del Vacation Rental. In materia quindi, facendo riferimento alla normativa regionale di competenza, bisogna tenere a mente gli obblighi da osservare per essere in regola nell’affitto a breve.

  1. Prima di tutto bisogna dichiarare l’avvio dell’attività di casa vacanza al Comune di appartenenza;
  2. secondo, comunicare i dati degli ospiti alla Questura;
  3. terzo, comunicare i flussi turistici alla Regione;
  4. quarto, registrarsi al GEIS: applicativo per inviare la dichiarazione mensile della cifra raccolta;
  5. quinto, la tassa di soggiorno che viene raccolta va versata nelle casse del Comune.

A queste regole infine si aggiungono gli obblighi e i requisiti minimi che le strutture sono tenute a presentare: che vanno dall’esposizione dei prezzi minimi all’esposizione della dichiarazione di conformità a regola.

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