Cedolare secca: modalità di tassazione affitti brevi Guesthero Blog

Cedolare secca: modalità di tassazione affitti brevi

Dedicarsi all’attività degli affitti brevi è di grande soddisfazione: permette infatti di stare a contatto con persone da tutto il mondo e di performare compiti dinamici. Allo stesso tempo, però, è necessario essere aggiornati sugli aspetti fiscali e su tutte le novità relative alle normative, in particolare per quanto riguarda la cedolare secca.

Cedolare secca: cos’è e come funziona

A partire dal 2019, la nuova normativa sulla tassazione affitti brevi prevede l’applicazione della cedolare secca, una aliquota agevolata sostitutiva, ad una percentuale fissa del 21% sul reddito derivante dalla locazione di breve periodo. Le novità relative alla cedolare secca sono state introdotte dalla Legge di Bilancio, soprattutto per quanto riguarda l’affitto di immobili di tipo commerciale. In sostanza, l’aliquota della Cedolare secca va a sostituire la tassazione Irpef e permette di evitare il pagamento dell’imposta di bollo e di registro e le addizionali. Di conseguenza si tratta di una grande fonte di vantaggio per quanto riguarda gli host che sono desiderosi di affittare.

Cedolare secca: come si applica

Attualmente le aliquote per la cedolare secca possono essere del 10 o del 21% a seconda che il contratto sia a canone concordato o meno. L’applicazione dell’aliquota fissa della cedolare secca si concorda al momento della registrazione del contratto o successivamente. Se si decide di aderirvi all’atto della registrazione del contratto, è necessario utilizzare il modello RLI per registrare il contratto d’affitto. Invece, per gli anni successivi andrebbe effettuata massimo 30 giorni dopo la scadenza dell’anno precedente, sempre tramite il modello RLI.

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Ulteriori novità sono attive sulla base della manovra correttiva del 1 giugno 2017, in base alla quale è entrata in vigore la Tassa Airbnb che prevede la aliquota della cedolare secca per gli affitti brevi. L’obbligo per tutti gli intermediari di agire come sostituto d’imposta, versando la cedolare secca per i proprietari nel caso in cui questi non siano persone giuridiche. Sarà poi compito dell’intermediario mandare al proprietario alla fine dell’anno la certificazione unica.

Cedolare secca affitti brevi

Nel caso di affitti brevi Milano (ovvero di durata compresa tra le due e le 29 notti), non è obbligatoria la registrazione. Dunque il proprietario fa valere l’aliquota della cedolare secca nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui il reddito è stato prodotto. Oppure nel caso in cui avesse registrato il contratto volontariamente.

Cedolare secca conviene?

Molto frequentemente i proprietari di casa si chiedono se questa tassa sia veramente conveniente oppure se fosse comunque una scelta migliore alle aliquote dell’Irpef. Innanzitutto, il reddito che deriva dall’affitto, cui è applicata la cedolare secca, non fa parte del reddito complessivo dell’individuo. Inoltre non possono esservi applicate ulteriori deduzioni e detrazioni, come nel caso di redditi Irpef. Infine, se quello della locazione è l’unico reddito del proprietario non può essere applicata la regola del regime Irpef, per cui sotto gli 8125€ si passa nella cosiddetta no tax area, esente dall’imposizione fiscale.

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