Cedolare secca affitti brevi: vantaggi

Cedolare secca affitti brevi: vantaggi

I passi per conoscere l’effettivo risparmio di imposta derivante dall’applicazione del regime opzionale della cedolare secca affitti brevi ha bisogno di alcuni passaggi che tuttavia possono essere eseguiti anche utilizzando una calcolatrice.

Cedolare secca, cosa è

La cedolare secca è un regime facoltativo, che si identifica nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). Inoltre, per i contratti con cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione.

La scelta per la cedolare secca implica però la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

A quali immobili è applicabile?

La cedolare secca è applicabile a tutti gli immobili di categoria catastale che va da A1 ad A11, esclusa la A10 che si riferisce a studi o uffici privati. Queste unità immobiliare devono quindi essere locate a esclusivo uso abitativo.

Come calcolare la cedolare secca

L’imposta sostitutiva dell’Irpef viene calcolata applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti.

Per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nell’elenco sottostante, è prevista un’aliquota ridotta:

  • nei comuni con scarsità di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988). Ci riferiamo ai comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia.
  • nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).
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La legge di bilancio 2018 ha prorogato di altri 2 anni (2018 e 2019) l’aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato.

Perché conviene la cedolare secca affitti brevi

La prima cosa da sapere per capire effettivamente la convenienze del regime della cedolare secca affitti brevi riguarda l’aliquota alla quale si può accedere. Ecco un breve elenco delle diverse aliquote:

  • Cedolare secca al 21% per i contratti di affitto ordinari (non equo canone e non canone concordato);
  • Cedolare secca al 10% (era pari al 15% fino al 2013) per i contratti di affitto di cui agli articoli 2, comma 3, e 8 della L. n. 431/1998 conosciuti meglio come contratti a canone concordato o a equo canone;
  • Cedolare secca al 10% per i contratti di affitto cosiddetti Piani casa di cui all’articolo 9, comma 1, Decreto Legge n. 47/2014;

Come calcolare il risparmio

Il primo passo da compire per capire quanto conviene e quanto si risparmia è la valutazione dell’imposta di registro sul canone pari al 2% del canone di locazione annuo che solitamente si versa all’inizio in un’unica soluzione e che sarà pari ad 1% per il valore del canone annuo moltiplicato per esempio 4 anni o e per metà a carico del locatore e metà dell’inquilino.

Un ulteriore risparmio ci sarà in termini di minore imposta di bollo che solitamente è pari a 14,62 euro ogni 4 pagine (si intendono le facciate del foglio) del contratto.
Per ultimo ma non da importanza, è il confronto tra l’irpef che si andrebbe a pagare adottando un regime di tassazione ordinaria Irpef che segue gli scaglioni di reddito e adottando una tra le due cedolari secche al 10% o al 21%.

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