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Casa vacanze 2018: tasse, leggi e consigli utili

La richiesta di casa vacanze con la modalità degli affitti brevi è in crescita del 10% rispetto all’anno scorso. Arriva l’estate e il momento della pianificazione delle vacanze si avvicina.

Affitti case vacanze

Per chi possiede una seconda casa al mare o in montagna oppure per chi è intenzionato a fare un investimento immobiliare, questo rappresenta una buona notizia.
[n1related i=”0″] Affittare per brevi periodi una casa consente di massimizzare il guadagno e di sfruttare l’immobile al massimo.

Differenza tra casa vacanze e Bed&Breakfast

Una casa vacanze si differenzia da un Bed&Breakfast perché l’attività viene esercitata in una seconda casa e non in quella di residenza.

Bed & Breakfast

Secondo la normativa regionale in vigore nelle 20 Regioni Italiane, sono generalmente attività ricettive a conduzione familiare di tipo “Bed & Breakfast” quelle strutture che forniscono servizi di alloggio e prima colazione in un’unità abitativa a destinazione d’uso residenziale, iscritta con la lettera “A” al Catasto locale. L’attività è gestita da privati che, avvalendosi della loro organizzazione familiare, utilizzano parte dell’abitazione stessa, in cui dimorano stabilmente, fino ad un massimo di 3 camere da letto (5 o 6 camere in alcune regioni) e 6 posti letto (12 in alcune regioni).

Casa vacanze

Sono case e appartamenti per vacanze, invece, le unità individuabili al catasto come abitative di tipo residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotate di servizi igienici e di cucina, per l’affitto ai turisti, con fornitura facoltativa di servizi accessori, quali biancheria e pulizie. Questa tipologia ricettiva deve essere gestita unitariamente e non per stanze, come accade invece per il B&B o l’Affittacamere. La gestione di case e appartamenti per vacanze non può comunque includere alcuna forma di somministrazione di cibi e/o bevande.

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Cosa sapere sulle “CAV” (Case e appartamenti per le vacanze)

L’art. 26, della Legge Regionale 1 ottobre 2015, n. 27 definisce le Case e Appartamenti per Vacanze (CAV) come:

“strutture ricettive gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio e eventualmente servizi complementari, in unità abitative, o parti di esse, con destinazione residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocate in un unico complesso o in più complessi immobiliari”.

In tale tipologia sono ricompresi gli alloggi o porzioni degli stessi dati in locazione per finalità turistiche per una durata non superiore ai 30 giorni ai sensi della legge 9 dicembre 1998. N. 431.

L’attività può essere esercitata sia in forma imprenditoriale (in tal caso è prevista l’iscrizione al registro delle imprese) oppure occasionale da coloro che hanno la disponibilità fino ad un massimo di tre unità abitative e svolgono attività in maniera non continuativa, osservando a tal fine un periodo di interruzione dell’attività non inferiore a novanta giorni all’anno, anche non continuativi.

Obblighi da rispettare

Se decidi di aprire una casa vacanze, con partita IVA o non, devi rispettare degli obblighi precisi:

  • Far accreditare la tua struttura dalla Questura. Devi contattare la Questura territorialmente competente e chiedere le modalità di accredito (si può fare online oppure bisogna recarsi in sede); serve a registrare la tua casa come struttura ricettiva;
  • Quando arrivano gli ospiti, devi chiedere un documento di identità e compilare la Schedina Alloggiati della Polizia di Stato entro 24 ore dall’arrivo, in modo da segnalare che alloggiano nella tua struttura, tramite il servizio “alloggiati web”. È obbligatorio compilare la scheda sempre, sia per i clienti europei, che extra UE.
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Il Consiglio Regionale ha introdotto il “Codice identificativo di riferimento”, utile per contrastare l’abusivismo. Il codice identifica la propria offerta di affitto con nome, cognome e codice fiscale dell’affittuario, dopodiché sarà inserito in una banca dati a cui avrà accesso il Comune di Milano e la polizia locale nel caso si rendessero necessari dei controlli.

Tasse

Il proprietario dell’immobile può optare per il regime della cedolare secca applicando l’aliquota del 21%. Per maggiori informazioni sulla cedolare secca clicca qui.

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