Cane che abbaia in affitto: di chi è la responsabilità?

Cane che abbaia in affitto: responsabilità

Se il vicino di casa è in affitto e il suo cane che abbaia in continuazione disturba, chi è responsabile e a chi va inviata la diffida?

Normativa cane che abbaia in condominio

Secondo il codice civile la responsabilità è in capo solo al padrone del cane che abbaia o a chiunque lo abbia (sia pur momentaneamente) in custodia. È, infatti, il rapporto diretto con il quadrupede, come ad esempio quello che si configura con il dog-sitter, che rende il soggetto possessore responsabile.
[n1related i=”0″] Dunque, è l’inquilino a rispondere, in prima persona, di ogni molestia ed ogni violazione del regolamento condominiale. Non ci può essere una responsabilità oggettiva del padrone di casa. Infatti esso si limita semplicemente a fornire la disponibilità dell’appartamento.

Se il cane che abbaia reca disturbo agli altri condomini proprietari di appartamenti dello stabile o a quelli confinanti, non resta che inviare una diffida. La richiesta è quella di far cessare al più presto i latrati ed, eventualmente, risarcire il danno. Del resto, anche se avvisato, il locatore avrebbe ben poche armi a sua disposizione per far cessare il rumore. Infatti non può intervenire all’interno di un immobile del quale non ha la detenzione.

Diritto dell’animale

Il cane ha “diritto di abbaiare” e i regolamenti di condominio non possono vietare, ai proprietari o agli inquilini, di detenere animali in casa (salvo che il regolamento, con il relativo divieto, sia stato approvato all’unanimità). E’ però anche vero che ciò non può risolversi in una riduzione della qualità della vita per gli altri proprietari: ne verrebbe meno il diritto alla salute tutelato dalla nostra Costituzione e che ha un posto superiore.

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Da un lato è necessaria un po’ di tolleranza. Quella che il codice civile chiama “normale tollerabilità”. Dall’altro bisogna evitare che il cane abbai per una specifica ragione che può essere rimossa. Ad esempio, se lasciato solo a casa, se affamato, se innervosito dai comportamenti del proprietario, ecc.

Se poi il latrato dà fastidio a un numero indeterminato di persone, come nel caso in cui l’abbaiare venga avvertito da tutto il quartiere, scatta anche la tutela penale. Il padrone dell’animale può essere denunciato ai carabinieri. Se invece il disturbo è indirizzato a un numero determinato di persone (i vicini di appartamento) c’è solo la tutela risarcitoria di tipo civile.

Infine nell’ipotesi inversa, la giurisprudenza prevede che una casa rumorosa costituisce una causa di disdetta immediata della locazione. In buona sostanza, il conduttore molestato dal cane di un confinante può inviare la lettera di immediato recesso al locatore. A quest’ultimo spetta eventualmente agire contro il proprietario dell’animale per la perdita del reddito da locazione.

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