Airbnb tasse in Italia: cosa sapere sul pagamento free web hit counter

Airbnb tasse da pagare in Italia, come funzionano e quali sono gli adempimenti a cui è soggetto l’host nei confronti dell’erario.

Airbnb tasse , le tasse sono un argomento sempre spinoso e che incute in molti un senso di grande fastidio. La tassazione spesso viene percepita come un prelievo forzoso , un’imposizione , ma bisogna anche ricordarsi che le tasse servono a finanziare lo stato e i servizi che esso mette a disposizione del cittadino. Per questo, anche i proprietari di casa che affittano con la formula degli affitti brevi, affidandosi ad Airbnb, sono soggetti a tassazione. Questa guida servirà a tutti che vorrete affittare una vostra casa, come un appartamento in città lasciato in eredità da un vostro parente, come anche una villa , e che vorrete stare a posto con la legge e gli obblighi che essa prescrive.
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Tassa di soggiorno

In Italia, i comuni o lo stato possono chiedere il versamento di quella che viene definita tassa di soggiorno, o di pernottamento ecc… Il suo valore a Milano è di due euro, ad esempio. Questa tassa rappresenta un balzello che il proprietario deve pagare per ogni pernottamento di un ospite nella struttura abitativa che ha messo a disposizione. Quindi, se il proprietario ha messo a disposizione la propria abitazione per 15 giorni a 4 persone, a Milano dovrà versare alle casse del comune una cifra di ben 120 euro.

Per richiedere la tassa di soggiorno al vostro inquilino potrete sia mandare un’offerta speciale usando l’apposita funziona che la piattaforma Airbnb vi permette di usare, oppure potrete ritirare la somma per la tassa di soggiorno dal guest quando lo incontrerete. Questa tassa, che potreste trovare anche altrove, potrebbe essere calcolata sulla base di altre informazioni, ad esempio non più a persona, ma ad alloggio. Quindi sarebbe meglio per chi vuole mettere in affitto la casa di farlo previa consultazione delle normative in materia.

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E’ comunque buona regola quella di informare l’inquilino che sta per accedere nel vostro appartamento per soggiornarvi che dovrà pagare un tot per la tassa di soggiorno.

In futuro, si potranno anche versare alla piattaforma le Airbnb tasse per il soggiorno degli ospiti, ma fino ad allora, non è possibile, dovete essere voi che affittate l’immobile a prendervi carico di questa operazione, oppure potete pensare di dare in gestione la vostra casa a una ditta specializzata in gestione per conto di terzi degli immobili. Così potrete smettere di pensare alle Airbnb tasse e potrete anche beneficiare di altri servizi, come accoglienza ospiti, check in e check out  e pulizie. 

Airbnb tasse: Cedolare secca

Tra le altre questioni inerenti le Airbnb tasse, c’è anche la questione, ormai divenuta fondamentale  a livello nazionale, riguardo la cedolare secca. Per cedolare secca si intende un regime di versamento dei tributi sull’affitto degli immobili che prevede una tassazione del 21% di quanto versato a voi dagli inquilini. Questa opzione permette di non pagare tramite l’imposta sulle persone fisiche , la famigerata IRPEF, il cui scalino di tassazione più basso è al 23%, quindi il 2% superiore a quanto dovreste pagare usando l’opzione della cedola secca.

Fino ad adesso era obbligo del proprietario il versamento di questa imposta all’erario, cosa che molti potevano evitare usando Airbnb e non dichiarando al fisco. Stava quindi alla coscienza del singolo il versamento delle Airbnb tasse in toto. Per questo, il presente governo ha pensato di dare l’obbligo di ritirare questa tassa e versarla per conto del proprietario allo stato. Così, Airbnb diventa, per disposizione statale, un sostituto d’imposta, permettendo a voi di liberarvi dal pensiero di dover dichiarare al commercialista recandovi da lui, dall’altro lato il governo guadagna la sicurezza che le tasse sugli immobili verranno versate e si potrà, quindi, aspettare un aumento del flusso che viene dalla tassazione. Queste novità saranno valide dal 1° di giugno.

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Ma questa norma ha dei problemi. Viene fatta oggetto di critiche e di cambiamenti continui, le proteste non sembrano frenarsi. La soluzione proposta da Airbnb è una soluzione elastica. Permette, visto che non sarà solo Airbnb a pagare le Airbnb tasse come cedolare secca, di dare mano libera all’Agenzia delle Entrate. Questo permette la stipula di accordi particolari che si adattano alle varie esigenze delle singole piattaforme.

IVA

In Italia, normalmente, l’inquilino non paga l’IVA  trattandosi di un soggetto senza partita IVA che affitta per motivi personali. Quindi, nemmeno la società che affitta o il proprietario senza partita IVA a sua volta, dovrà versare allo stato l’IVA.

In altri paesi, il discorso potrebbe cambiare. L’IVA potrebbe essere un problema per coloro i quali affittano casa con Airbnb in uno dei paesi europei e in Cina. In tal caso, è meglio farsi consigliare da un commercialista.

Per altre informazioni e per avere delucidazioni riguardo il discorso di Airbnb tasse , per avere una mano d’aiuto con l’affitto della casa, per ricevere i servizi di gestione dell’account Airbnb e/o della casa , provate ad affidarvi alla nostra professionalità e a contattare noi di Guesthero .

 

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