Airbnb tasse, cedolare secca come si paga? Consigli free web hit counter

Airbnb tasse, il portale Airbnb è il portale più grande al mondo per quanto riguarda gli annunci per affitti brevi. In Italia diventerà presto sostituto d’imposta per la cedolare secca da pagare al fisco sul canone di affitto guadagnato.
[n1related i=”0″] Airbnb tasse è un argomento di grande importanza oggi. Infatti,  in Italia e nel mondo, il fenomeno legato ad Airbnb e a piattaforme simili è esploso, in modo spesso dirompente. In Italia, a causa anche della crisi, gli italiani hanno potuto far fruttare i loro immobili lasciati in disuso. Quindi, anche un piccolo appartamentino o una casetta lasciata in eredità, ma anche una sola stanza, sono diventati fonte di reddito per molti italiani.

Costi sopportati dai proprietari

Spesso, però, i costi possono essere importanti. Dal costo inerente alla manutenzione, alla sostituzione dei materiali danneggiati e dei mobili. Alla pulizia della casa e della biancheria usata dagli ospiti, per passare fino ai costi inerenti alle utenze. Per questo, il prezzo che ogni persona paga non arriva in tasca al proprietario per intero, ma solo in parte.

Situazione in Italia riguardo le tasse

Oltre a questi costi, inerenti alla gestione dell’affitto, bisogna anche versare agli stati una tassa sul canone di locazione. Anche il Presidente Trump ha sollecitato Airbnb per quanto riguarda le tasse dovute al governo americano per via degli affitti. In Italia, grazie alla cosiddetta “Manovrina”, dal 1° giugno del 2017 le piattaforme online, come anche Airbnb , diverranno sostituto d’imposta. Quindi le Airbnb tasse, verranno riscosse da queste piattaforme, che provvederanno a inviarle al fisco italiano.

Nonostante ci siano ben 270 mila annunci pubblicati su Airbnb, coloro che versano le tasse ad oggi sono pochi. Inoltre, ogni affittuario, guadagna in media 2300 euro all’anno. Il giro d’affari complessivo è poco al di sotto dei 3 miliardi e mezzo di euro all’anno.

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Cedolare secca

La soluzione a tutto questo è stata quella di far diventare le piattaforme sostituti d’imposta, le quali verseranno al fisco la cedolare secca al 21%. Questa però è solo un’opzione. Infatti si dovrà comunicare all’Agenzia delle entrate se si vuole pagare tramite cedolare secca oppure tramite IRPEF le tasse dovute sugli affitti riscossi grazie all’immobile. Bisogna, però, tener presente che lo scaglione più basso della tassazione IRPEF prevede una tassazione al 23% . Cosicché si può considerare sempre vantaggioso il ricorso alla tassazione tramite cedolare secca. 

Se colui che ha la proprietà dell’appartamento, l’affitta pure , dovrà egli stessi versare le tasse.

Di cosa si occupa Airbnb tasse

Sempre riguardo Airbnb tasse, quello di cui si occuperanno le varie piattaforme web sarà di agire come sostituto d’imposta in 3 mosse.

  1. In primo luogo, Airbnb ha il compito, ogni qualvolta voi chiudiate un accordo con un inquilino sul loro portale, di fare la dichiarazione riguardo tale accordo all’Agenzia delle Entrate . Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire, scatterebbero delle sanzioni contro le piattaforme. Per ogni accordo tra le parti di cui non avvenisse comunicazione all’Agenzia delle Entrate, Airbnb verrebbe sanzionata per un ammontare che può oscillare dai 200 ai 2000 euro, con multa dimezzata se la comunicazione avviene entro 15 giorni dal termine ultimo per la comunicazione all’Agenzia dei dati riguardo gli accordi.
  2. In secondo luogo, ciò di cui Airbnb si dovrebbe occupare è trattenere il 21% e versarla al fisco con il modulo F24. Se colui che affitta, opta per la cedolare, tutto sarà apposto per lui dal punto di vista fiscale. Altrimenti, se il possessore opterà invece per l’IRPEF, intanto i soldi verranno versati al fisco e in seguito egli potrà considerarlo, in sede IRPEF, come acconto versato.
  3. Infine, Airbnb e gli altri portali saranno obbligati a comunicarvi gli importi che loro avranno versato all’Agenzia delle Entrate annualmente.
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