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Leggi affitto breve termine: le normative da sapere

Airbnb in Lombardia: leggi affitto breve termine e home staging.

Airbnb Milano, normative e leggi affitto breve termine

La Lombardia è la prima regione d’Italia ad aver avuto una regolamentazione sull’affitto a breve termine. Prima ancora dello stato di New York, l’Italia non è sempre l’ultima del carro. Arrivata alla fine dei Expo 2015 la normativa è molto chiara e ora sta ai proprietari di casa che vogliono affittare rispettarla. Ma vediamola nel dettaglio per non incorrere in sanzioni amministrative poco piacevoli. La legge è uscita il 1 ottobre 2015. Ovviamente utile per tutti i proprietari di casa, oltre 10 000 nella sola Milano, che usano airbnb, booking.
[n1related i=”0″] Contestualmente è stata pubblicata anche sul bollettino ufficiale BURL.

L’idea, con queste leggi affitto breve termine, è trasformare l’affitto temporaneo e in una formula legale e regolamentata, cosa che, come ricordate, non era riuscita in casi di sharing economy come UBER.

Anche in questo caso ovviamente gli albergatori e le associazioni di categoria hanno cercato di bloccare il meccanismo che però non sembra fermarsi.

Affittare a breve termine sta diventando possibile, meglio se viene fatto secondo le leggi e con normative.

Il primo problema di tutti generalmente è con il condominio, sono i vicini spesso a creare il primo problema. Credo per invidia sinceramente. Ma a questo punto avranno ben poco da dire visto che per legge è possibile affittare il proprio appartamento.

Il problema della norma è che si basa però su un concetto che è ancora sfumato: temporaneo.

Temporaneità

Consideriamo però che la media degli affitti via airbnb a milano attualmente è fra le due e 3 notti per ospite. Quindi in realtà temporaneo è molto temporaneo. Molto breve.

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Le case sono in aumento su Airbnb, Booking, Wimdu e gli altri sono in aumento e in aumento sono anche i guest, gli ospiti, che scelgono le case private agli alberghi.

Spesso i padroni di casa, diciamolo, perchè si sa, si dice, non pagano le tasse sul soggiorno. Noi siamo completamente contrari a questo atteggiamento. Se si ha un ricavo da un appartamento o da un bene, come da un servizio è ovvio che su quel reddito si paghino le tasse. In questo caso, fra l’altro, la cedolare secca applicata, è la più bassa d’europa. Quindi bisogna segnare il reddito e poi versare i contributi. Anche quello via Airbnb su Paypal ovviamente.

Non ci sarà bisogno che airbnb comunichi chi ha ricevuto prenotazioni e quanto, questo sarebbe molto poco legale a livello i privacy, però c’è da dire che tutto viene tracciato da bonifici e transazioni online. Spetterà al singolo proprietario poi fare le dichiarazioni.

Importante è la comunicazione alle istituzioni, alla questura, di chi sono gli ospiti in arrivo. Guesthero si occupa anche di questa parte.

Questo attualmente riguarda in particolare gli ospiti che arrivano da paesi exstraueropei.

La realtà è che andrebbe fatto anche per quelli europei. Se andiamo a verificare però chi ha fatto questa pratica poi scopriamo delle percentuali bassissime.

Questo è pericoloso, sia per i proprietari che per gli ospiti stessi.

Voi vorreste avere qualcuno nel vostro appartamento che non sapete chi è?

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