Affitti brevi: modifiche del Decreto Crescita

Affitti brevi: modifiche del Decreto Crescita

Il 30 giugno 2019 il Decreto Crescita è diventato operativo in tutta Italia; ciò apporterà diverse modifiche per quanto riguarda l’area fiscale nella gestione degli affitti brevi. Le principali novità introdotte con il Decreto sono: l’obbligo del codice identificativo per gli annunci online, l’obbligo del “bollino di qualità” e infine ci saranno nuove regole sulla tassa di soggiorno. Queste modifiche serviranno principalmente ad aumentare la trasparenza nel mondo degli affitti brevi, riducendo il rischio di evasioni e aumentando la sicurezza.

Codice identificativo: in cosa consiste?

Gli annunci online di affitti brevi saranno caratterizzati, a partire da agosto, da un codice identificativo. Questo codice, conterrà una serie di informazioni riguardanti la tipologia di struttura concessa in locazione, le sue caratteristiche e diverse informazioni sul proprietario. Ogni struttura ricettiva entrerà in una banca dati online a cui l’Agenzia delle Entrate potrà accedere in ogni momento per verificare la correttezza delle informazioni del codice identificativo. L’accesso a tali informazioni sarà consentito anche tramite il portale del Ministero delle politiche agricole e del turismo.

Affitti brevi

Bollino di qualità: relative sanzioni

Per garantire maggiore trasparenza per tutti, ogni annuncio online dovrà quindi mostrare il codice identificativo definito anche bollino di qualità che a questo punto, a partire da agosto, diventa condizione necessaria per la pubblicizzazione online di annunci per affitti brevi. Questa disposizione sarà molto utile ai fini della riduzione dell’evasione fiscale, poiché nonostante la presenza della cedolare secca per la tassazione, molti locatori hanno comunque preferito la tassazione classica per comunicare meno dati. Gli annunci che non saranno dotati del bollino di qualità saranno segnalati e i proprietari saranno esposti a delle penali comprese tra i 500 e i 5000 euro, le quali raddoppieranno in caso di reiterazione della violazione. Le prime Regioni ad aver adottato queste disposizioni per ora sono Lombardia e Toscana, ma entro agosto tutte le regioni dovranno adeguarsi all’obbligo del bollino di qualità.

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Nonostante i vantaggi illustrati, i pareri dell’opinione pubblica sui provvedimenti del Decreto crescita sono tra di loro discordanti. Tra i sostenitori ci sono la FederAlberghi, ma anche i grandi gruppi che gestiscono immobili in affitto, i quali sono convinti che con tali manovre si ridurrà il numero di evasori a vantaggio di una concorrenza leale. La Confedilizia invece è meno propensa ad accettare tali cambiamenti, in quanto sono più di 32 milioni i proprietari che sarebbero soggetti a tale adempimento, poiché non esiste in Italia la categoria “immobili destinati agli affitti brevi”.

Tassa di soggiorno: aumentano i controlli

Le ultime novità riguardano la tassa di soggiorno. Non esiste una legge nazionale univoca che disciplina il versamento della tassa di soggiorno in quanto è facoltativa per ogni città. L’importo è variabile a seconda del Comune però si parla di cifre irrisorie, con una media nazionale di circa 2,50€.

Da questo momento in poi, con le modifiche introdotte dal Decreto Crescita, ogni Comune potrà verificare direttamente e in maniera autonoma, le informazioni relative ai versamenti della tassa di soggiorno. Sono considerati responsabili in solido, all’obbligo del versamento delle imposte, non solo i proprietari, ma anche gli intermediari come ad esempio AirBnb e Booking.

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