Affitti brevi gli animali sono ammessi? Leggi e normative da sapere

Affitti brevi, gli animali sono ammessi?

Affitti brevi animali. Da quando gli amici a quattro zampe sono entrati nelle nostre vite non possiamo più separarci da loro. L’amore e l’affetto che riescono a trasmetterci li rendono irresistibili da considerarli parte della famiglia.
[n1related i=”0″] Per questo motivo che, ogni volta che giunge il periodo delle ferie, è un problema per ogni famiglia decidere di spostarsi. Purtroppo la maggior parte delle strutture ricettive in Italia non dà la possibilità di ospitare anche i nostri amici pelosi.

Pensare inoltre di lasciare solo il proprio animale, seppur per breve periodo ma che può sembrare lungo ai loro occhi, rende la maggior parte dei turisti insoddisfatti e sconsolati.

È come se si lasciasse un bambino solo per 4-5 giorni, in media, senza i suoi genitori. Sicuramente non capirebbe il motivo per cui è rimasto solo. Anche pensare di affidarli a strutture canili adatte al soggiorno vacanziero degli animali, non convincerebbe i padroni, perché comunque gli animali sentirebbero la mancanza dei loro cari.

Come l’Italia è regolamentata in tema di animali domestici e affitti brevi

L’articolo 16 della Legge 220/2012 va ad integrare l’articolo 1138 del Codice Civile con la disposizione lapidea: “Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.

La nuova norma va a incidere sui regolamenti esistenti di natura contrattuale e assembleare, facendo cadere tutte le limitazioni o divieti al possesso di animali domestici.

Come conseguenza diretta ed immediatamente tangibile, la nuova legge di fatto autorizza i possessori di amici a quattro zampe all’uso delle parti condominiali comuni. Ovviamente, sono sanzionabili le condotte che provocano il deterioramento, la distruzione, o che deturpano o imbrattano cose mobili o immobili altrui: è quindi importante educare l’animale ad avere una condotta rispettosa degli spazi comuni e seguire nei rapporti con i condomini le regole della civile convivenza.

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In tema di affitti invece, il locatore può tranquillamente vietare il possesso di animali. E’ però importante comprendere il meccanismo attraverso il quale questo “divieto” deve essere posto in essere.

Innanzitutto, per correttezza e per evitare spiacevoli incomprensioni, la volontà del locatore deve essere palesata immediatamente, nel momento in cui avviene il primo contatto con il potenziale conduttore.

Se però locatore e conduttore pattuiscono nel contratto che “non è consentito in alcun modo detenere nell’alloggio animali da compagnia”, così dovrà essere per l’intero periodo locativo.

Attenzione: se una bella mattina il conduttore decidesse di traslocare nella casa un animale da compagnia ci troveremmo di fronte ad un vero proprio inadempimento contrattuale. Di fatti, la clausola contrattuale che vieta la detenzione di animali da compagnia non può essere in alcun modo considerata vessatoria.

Questo sicuramente deve far comprendere ai proprietari di casa, che vogliono affittare la loro struttura a breve termine, che se disponessero la propria dimora per l’accoglienza degli amici a quattro zampe avrebbero un valore aggiunto da aumentare la percentuale di occupazione dei propri appartamenti.

Tenendo però, in considerazione due elementi principali: il primo, che i costi delle pulizie inevitabilmente sarebbero maggiorati e quindi bisogna rivedere i prezzi di vendita per i clienti; secondo, disporre l’appartamento in modo tale che l’arredamento non sia deturpabile dagli amici pelosi, evitando per esempio la presenza di divani in pelle, mobilio di valore, e suppellettili in porcellana.

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