Come fare la dichiarazione dei redditi con gli affitti brevi - Guesthero

Affitti brevi e dichiarazione dei redditi come fare

Alloggi con affitti brevi: in quale categoria deve essere inserita la tassazione sul reddito.

La formula affitti brevi è sempre più diffusa in quanto per permette a chi ha investito nel mattone, di ottenere massimi profitti dalla locazione del proprio appartamento.
[n1related i=”0″] Nel caso stiate riflettendo su questa soluzione, diviene per voi fondamentale conoscere cosa prescrive la normativa fiscale, circa la dichiarazione dei redditi, per chi ha stipulato un contratto di locazione inferiore ai 30 giorni.

Affitti brevi sotto i 30 giorni

Gli affitti per brevi periodi, stipulati da persone fisiche o intermediari (come le agenzie immobiliari o portali online), sono soggetti, dal 1 luglio 2017, a una nuova disciplina fiscale che prevede di usufruire del regime della cedolare secca.

Questo tipo di tassazione, dedicata a soggetti che possono conseguire un reddito fondiario, ovvero generato da terreni e fabbricati, prevede la sostituzione dell’Irpef e delle addizionali, sia comunali che regionali, e dell’imposta di registro. Rispetto all’Irpef, le cui aliquote partono dal 23%, la cedolare secca offre il vantaggio di non pagare le altre imposte e, al contempo, garantisce una riduzione del 21%, in caso di contratto stipulato a canone libero, o del 10%, se il contratto viene firmato a canone stipulato.

La cedolare secca affitti brevi, chiamata in gergo anche “tassa Airbnb”, è regolata dal Decreto Legislativo n. 50 del 2017 e rappresenta un’opzione che può essere scelta solo ed esclusivamente dal proprietario dell’immobile e si rinnova automaticamente di anno in anno.

I titolari di immobili che ricorrono all’ausilio di intermediari immobiliari, con o senza l’utilizzo di portali telematici, dall’estate 2017 vedranno quindi trattenersi un’aliquota del 21% (somma equivalente alla cedolare secca) all’atto del pagamento.

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Questa somma verrà poi versata nelle casse dello Stato dallo stesso intermediario e non si applica agli scambi di denaro che avvengono fra locatore e locatario che, in tal caso, saranno soggetti alla dichiarazione dei redditi.

Modello certificazione unica 2018

La ritenuta sugli affitti pari al del 21%, deve essere sommata agli altri redditi percepiti nell’anno dalla persona fisica, in cui si deve calcolare il reddito totale in previsione della stima di detrazioni, Isee o deduzioni. Con la dichiarazione dei redditi, infatti, chi ha percepito l’affitto (e, quindi, il locatore) sceglie di pagare la cedolare secca o optare per la tassazione ordinaria. La prima opzione risulterà più conveniente in quanto avrà già pagato la somma dovuta, tramite la trattenuta sul canone di locazione.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato i modelli redditi 2018 in cui compare la novità relativa agli affitti brevi. I soggetti, che stipulano un contratto di locazione, di durata inferiore ai 30 giorni, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, hanno l’obbligo di indicare tale reddito fondiario nell’apposita casella RB del modello. Per tali soggetti è stato introdotto il nuovo quadro LC dove viene liquidata l’imposta assoggettata alla cedolare secca del reddito indicato nella sezione RB.

Chi, al contrario, percepisce un reddito da tali locazioni in qualità di comodatario o sublocatore, dovrà inserire queste entrate nel riquadro RL.

È tuttavia necessario ricordare che le clausole della normativa potrebbero cambiare da città a città, per cui raccomandiamo di tenersi sempre aggiornati con le disposizioni del proprio comune.

Ad esempio, la disciplina che regolamenta gli affitti brevi a Milano può variare rispetto a quella in vigore a Venezia.

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