Affitti brevi: 5 buone ragioni per sceglierli nel 2019 | Guesthero

Affitti brevi: 5 buone ragioni per sceglierli nel 2019

Gli affitti brevi hanno un peso sempre maggiore per il mercato turistico italiano. Si pensa che essi sostituiranno completamente gli hotel nei prossimi anni. Nel 2017 la piattaforma Airbnb ha registrato quasi 8 milioni di arrivi (7.850.000) da quasi tutto il mondo. In media, l’host ha guadagnato 2.284 € affittando per 25 giorni. L’89% dei guests ha scelto il loro alloggio in base al prezzo, perché ha trovato l’offerta più conveniente rispetto a quella tradizionale. Scopri insieme a Guesthero perché scegliere la formula degli affitti brevi è più conveniente.

Affitti brevi, cosa sono

L’affitto breve è una tipologia di locazione temporaneo che, per ritenersi valido, deve essere rinnovato periodicamente. Questo tipo di affitto che si prolunga al massimo per 18 mesi, rappresenta la soluzione migliore per il proprietario e l’inquilino che hanno, rispettivamente, l’esigenza di dare in affitto e trovare alloggio per un breve periodo di tempo.

Inoltre, non c’è il vincolo di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate (se l’affitto breve dura al massimo 30 giorni), se il soggiorno invece è dai 30 giorni ai 18 mesi, c’è l’obbligo di registrazione con una marca da bollo.

Quanto costa la locazione breve

Affittare un appartamento per brevi periodi vuol dire convertire la propria casa in una fonte di guadagno. Significa disporre del proprio appartamento quando si desidera e decidere quando e a chi affittare. Inoltre conviene rispetto all’affitto tradizionale poiché il pagamento da parte dell’inquilino è anticipato e il deposito cauzionale è garantito. Ci si può affidare alle agenzie immobiliari per quanto riguarda l’adempimento della burocrazia e per la promozione ad agenzie conto terzi online.

L’affitto breve conviene anche agli inquilini che si trovano in una città per un breve periodo, poiché permette loro di contenere le spese e di ritrovare un pezzetto della propria casa e della propria quotidianità.

Cinque ragioni per scegliere affitti brevi

Quali sono i motivi per scegliere la formula degli affitti a breve termine piuttosto che gli affitti tradizionali? I vantaggi sono tanti sia per quanto riguarda i proprietari di casa che affittando sia per gli ospiti che soggiorno. Ecco dei risultati di un’analisi svolta.

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Secondo una ricerca di Domio’s, dove chiede ai suoi intervistati: “Perché sceglierai un affitto breve piuttosto che un soggiorno in un hotel nel 2018?” loro hanno risposto:

  1. Il costo incide sul 34% delle persone;
  2. Gli appartamenti hanno più spazio e questo incide sul 29%;
  3. Negli hotel, le camere sono al massimo per 3-4 persone, mentre gli appartamenti possono arrivare anche a 6: quindi il 27% delle persone preferiscono le locazioni brevi per le dimensioni del gruppo;
  4. Essendo presente una cucina, c’è possibilità di cucinare (il 25% delle persone hanno risposto così);
  5. Il 17% preferisce appartamenti in locazione breve rispetto ad hotel per la local experience, ovvero vivere come una persona del posto.

Tasse affitti brevi

La cedolare secca è un regime di tassazione del reddito dai canoni di locazione, alternativo all’IRPEF. Le aliquote della cedolare secca si calcolano sul canone annuo di locazione, ed è del 21% per i contratti di locazione a canone libero, quindi per gli affitti brevi. 

Il proprietario dell’immobile in affitto dovrà inserire i compensi incassati durante l’anno e le trattenute subite nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Egli dovrà successivamente decidere se assoggettare i canoni d’affitto alla cedolare secca, nel qual caso la ritenuta del 21% è a titolo definitivo, o alla tassazione ordinaria: in quest’ultimo caso, quanto trattenuto è considerato un acconto d’imposta. I compensi e le ritenute dell’anno sono indicati in un’apposita certificazione unica Cu che l’intermediario deve rilasciare.

Inoltre deve essere fatta una comunicazione all’Agenzia delle Entrate: per esempio per i contratti stipulati dal 1° giugno 2018 dovranno essere comunicati entro il 20 agosto 2019.

IMU e TASI

Oltre alla cedolare secca, altre tasse aggiuntive da pagare nel tuo appartamento che darai in locazione, sono l’IMU e la TASI. Andiamo a vedere più in dettaglio di cosa trattano queste due imposte.

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L’IMU (imposta municipale propria) è un’imposta comunale, i quali introiti restano nella città dove si abita: è una tassa che, chi è possiede un fabbricato, è tenuto a pagare al comune di residenza. L’IMU sulla casa in affitto è dovuta per ogni appartamento di proprietà, che viene affittato ad altre persone. Si può godere di una riduzione del 25% dell’imponibile se si opta per un contratto di locazione a canone concordato. La scadenza per il versamento sono rispettivamente il 16 giugno ed il 16 dicembre e il pagamento va effettuato mediante il Modello F24.

La TASI sugli appartamenti, che vengono affittati in breve periodo, è dovuta solo dal proprietario, mentre l’inquilino non dovrà pagare nulla. Se la casa è stata data in affitto per quattro mesi ad un inquilino e per otto mesi ad un altro, per i quattro mesi la Tasi è interamente a carico del proprietario dell’immobile, mentre per i restanti otto dovrà essere suddivisa tra inquilino e proprietario. L’inquilino non dovrà corrispondere nulla se utilizza la casa come abitazione principale.

Scopri in questo articolo le scadenze del pagamento delle tasse IMU e Tasi del 2018.

Guesthero

Siamo una società specializzata nella gestione di affitti a breve termine di durata inferiore ai 30 giorni. Prendendo in gestione il tuo appartamento saremo in grado di sollevarti da tutti gli oneri gestionali, massimizzando il tuo ritorno economico. Provvediamo noi ad accogliere l’ospite, a consegnargli le chiavi, a gestire l’annuncio online nei principali OTA Airbnb e Booking.com e gestire i prezzi in base all’andamento del mercato.

Valutazione immobile

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