Affitti brevi: 10 regole da non dimenticare

Affitti brevi: 10 regole da non dimenticare

Affittare camere libere della propria casa è un trend sempre più  in crescita: è il nuovo modo di viaggiare e soggiornare in Italia e nel mondo.

Co-housing: affittare camere libere della casa

In Italia, come in molti altri Paesi, il co-housing, che consiste nell’affittare una stanza per arrotondare i propri guadagni e dividere le spese, è un fenomeno sempre più diffuso. Il contratto d’affitto, infatti,  è pienamente valido anche se la locazione non riguarda un appartamento intero, ma una o più stanze. La normativa sulla locazione, dunque, non vieta di affittare porzioni limitate di un immobile purchè si rispettino gli adempimenti necessari e si dichiari il relativo reddito.

Registrazione e tassazione del contratto d’affitto

Anche per affittare una sola stanza è obbligatorio registrare il contratto di affitto, se la durata della locazione supera i 30 giorni. Registrare il contratto è molto importante, oltreché per evitare il rischio di gravi sanzioni, anche per ottenere agevolazioni (contributi comunali, detrazioni fiscali, ecc.).

Prima della registrazione è necessario, ovviamente, predisporre un: contratto d’affitto conforme alla normativa vigente.

Se si decide di effettuare la registrazione presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate è necessario, prima della registrazione,  pagare l’imposta di registro tramite modello F23; l’imposta è pari al 2% del canone annuo di locazione (comunque, non può essere inferiore a 67 euro), ed il codice per indicarla nel modello di pagamento è 115T. Ogni 4 pagine del contratto, oppure ogni 100 righe, deve essere apposta una marca da bollo da 16 euro.

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Se, invece, si vuole effettuare la registrazione in via telematica, si può utilizzare il software Rli: in questo caso è necessario, per il pagamento delle imposte di bollo e registro, indicare i dati del proprio conto corrente, postale o bancario. È comunque possibile effettuare la registrazione tramite un intermediario, come un commercialista o un consulente del lavoro.

Oltre al regime ordinario di tassazione del canone d’affitto, è possibile optare per quello semplificato, ovvero la cosiddetta cedolare secca.

Molti non sanno che la cedolare secca è un’imposta che sostituisce non solo l’Irpef sull’immobile e le addizionali, ma anche le imposte di bollo e di registro; le aliquote sono attualmente due:

  • il 10% per il canone concordato (calmierato);
  • il 21% per gli altri casi, cioè per la locazione in regime di libero mercato.

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